Killer7 Italian Press Day

E’ passato qualche anno da quando Capcom annunciò la lavorazione dei suoi magnifici cinque; cinque progetti di punta, cinque concept all’insegna dell’originalità, della fantasia e dello stile. Cinque esclusive per il Game Cube di Nintendo. Product Number 03 è stato il primo a giungere sugli scaffali, sostanzialmente deludendo, non per il suo aspetto “cool” quanto per una giocabilità un po’ troppo monotona. Viewtiful Joe ha entusiasmato, offrendo soluzioni grafiche originali e una curva di difficoltà d’altri tempi. Dead Phoenix è rimasto “dead” e al momento non è ancora risorto come una “phoenix”. Dopo uno sviluppo travagliato e alcuni ripensamenti, Resident Evil 4 è arrivato sul cubetto, rivelandosi un capolavoro imprescindibile per i fan della serie. Col trascorrere del tempo la parola “esclusiva” ha perso di significato e abbiamo assistito all’approdo anche su PS2 delle due avventure di Viewtiful Joe e all’annuncio di un porting di RE4 sempre sulla console Sony. All’appello dei cinque titoli Capcom mancava un nome, quello del misterioso, più volte annunciato e sempre rimandato, Killer 7. Ora che la data di uscita europea è stata fissata ufficialmente (15 luglio, sia per GameCube che per Playstation 2), ci ha pensato Halifax ad alzare il sipario e a presentare quest’ultimo gioco alla stampa italiana, organizzando, il 14 aprile, l’Italian Press Day. Ospite d’onore: il producer (insieme a Shinji Mikami) Hiroyuki Kobayashi, tra le menti dietro al succitato quarto capitolo di Resident Evil.

Detto che, asciugato al massimo, Killer 7 è uno strano mix tra un’avventura in terza persona (su rotaie e con bivi) e uno sparatutto in soggettiva, accenniamo alla veste grafica elegantissima realizzata con un occhio al presente e uno al passato. A nostro parere, infatti, non sono casuali i richiami visivi a Golgo 13, film d’animazione diretto da Osamu Dezaki nel 1983 e, a sua volta, tratto dall’omonimo manga di Takao Saito del 1969 che racconta proprio le avventure di uno spietato killer. In realtà, il director del gioco Suda 51(Goichi, il nome di Suda, è formato dalle parole “Go”, cinque, e “Ichi”, uno) cita come fonte di ispirazione principale per il look del gioco il movimento di illustratori Enlightment, fondato da Hiro Sugiyama.
Kobayashi ha mostrato, con l’ausilio di filmati montati ad arte, le caratteristiche del titolo, concentrandosi particolarmente sulla descrizione dei personaggi che lo popolano.

In un mondo che vive sotto la costante minaccia di atti terroristici, solo un uomo può sconfiggere le armate degli Heaven Smiles, bombe che camminano agli ordini del temibile Kun Lan: il suo nome è Harman Smith. Dietro all’aspetto da uomo anziano, confinato su una sedia a rotelle e aiutato dalla giovane infermiera Samantha, si nasconde uno dei più crudeli assassini prezzolati del pianeta. Il segreto di Harman è la sua personalità schizoide: in lui, infatti, convivono sette killer, ognuno con le proprie caratteristiche fisiche e caratteriali ben definite.

Garcian Smith è l’identità leader tra le sette e riesce in qualche modo a coordinarle asservendole alla volontà di Harman. Elegantemente vestito di bianco, il suo potere è quello di riuscire a identificare gli Heaven Smiles e con la sua valigia può recuperare i resti delle altre personalità eventualmente cadute negli scontri coi nemici. Garcian, infatti, è più che altro un vettore per gli altri assassini. Non è particolarmente potente, veloce o agile e l’arma a sua disposizione è una pistola silenziata.

Dan Smith è un uomo per tutte le occasioni. Dietro al suo completo scuro si cela uno spietato sbruffone, mediamente agile, veloce ed efficace. La scelta migliore per iniziare l’avventura, suggerisce Kobayashi-san. Oltre agli Heaven Smiles, con la sua custom magnum vorrebbe far fuori una delle altre personalità…

Kaede Smith è l’unico lato femminile di Harman. Piedi nudi, vestitino bianco macchiato di sangue (nel corso dell’avventura scopriremo l’origine di questa “mise”), pistola automatica con mirino telescopico. Le sue specialità sono il fuoco di precisione, anche a distanza di sicurezza, e l’uso del suo stesso sangue per risolvere enigmi e infrangere barriere.
Soffermiamoci un attimo sul ruolo del sangue in Killer 7. Pur rappresentato in modo assolutamente stilizzato, il plasma colora i corridoi e gli ambienti del gioco e risulta un elemento importantissimo. Accumulato dai nostri personaggi, infatti, permette loro sia di recuperare l’energia vitale che di potenziarsi, alzando i livelli di resistenza, agilità e così via, oppure sbloccando delle vere e proprie abilità segrete.

Torniamo ai protagonisti.
Coyote Smith è albino, si muove a torso nudo e le sue armi preferite sono i coltelli da lancio, utilizzati, però, anche nei corpo a corpo. Pur essendo meno potenti, gli consentono di non dover mai ricaricare. L’importanza strategica di questa personalità risiede nella sua abilità nel rendersi invisibile e intangibile. In questo modo può passare inosservato e gli Heaven Smiles non esploderanno a contatto col suo corpo.

Con Smith è giovane, cieco (ha sviluppato un udito eccezionale alla Devil), velocissimo ed è armato con due pistole automatiche. La sua agilità gli permette di intrufolarsi negli anfratti irraggiungibili per gli altri.

Mask De Smith è un ex wrestler professionista. Mascherato, è equipaggiato di mantellina e due lancia granate (incendiarie, elettriche eccetera), potenti, ma che devono essere ricaricate dopo ogni sparo. Forte fisicamente, è in grado di spostare oggetti e di lottare corpo a corpo. Kobayashi ci svela che è il personaggio preferito del director del gioco, vero fanatico di wrestling che non ha mancato di dotare Mask di quattro costumi differenti (che avranno un preciso significato, al di là del fatto meramente estetico).

Passando ai nemici, Kun Lun è legato da un lungo rapporto di amore/odio con Harman Smith. I suoi piani non sono chiari da subito, ma la sua presenza si farà sentire lungo l’intero arco dell’avventura.

Gli Heaven Smiles possono assumere diversi aspetti, camminando come zombie (ma non sono zombie, ci tiene a precisare Kobayashi), volando, presentandosi sotto forma di sfera, o magari appesi al soffitto. Non attaccano dalla distanza: si avvicinano ed esplodono. Invisibili in terza persona, una volta udita la loro risata demoniaca li possiamo individuare passando alla visuale soggettiva e aprendo il fuoco senza pietà. Il sangue “rilasciato” dai nemici potrà essere accumulato e sfruttato come descritto qualche riga più sopra.

La storia si articola in sei capitoli, solo apparentemente slegati tra loro. Il producer del gioco ci ha permesso di vedere dei flash di quattro di questi episodi. In “Angel” il nostro compito sarà far fuori un bizzarro angelo dalle fattezze di un’eroina dei cartoni animati giapponesi (!). In “Sunset”, duecento missili nucleari intercontinentali stanno volando verso il Giappone: Mr. Fukushima deve morire se vogliamo salvare il Paese! “Cloudman” ci vede intenti a sventare la minaccia terroristica di Ulmeyda (nemico personale di Garcian) e dei suoi seguaci concentratisi in Texas. Questa terza storia integra inserti animati curati dai britannici Unit9 e dallo studio giapponese XEBEC. In “Encounter”, infine, dobbiamo fermare lo spietatissimo Curtis, un assassino legato in qualche modo al passato di Harman.

Una trama complessa messa in scena con stile: musica, colori, sonoro doppiaggio, dialoghi, linguaggio denotano una direzione tecnico/artistica di grande livello e ambiziosità. Le sette personalità, ognuna con la sua vita e la sua storia, verranno a galla man mano. Kobayashi-san si scusa, ma non avevano abbastanza spazio per raccontare veramente tutto. Promette, comunque, che alla fine del gioco ogni particolare (o quasi) ci sarà chiarito.

Intrigato da tutta questa articolata presentazione, Insert-Coin si è messo diligentemente in coda per un rapido hands-on sul gioco. Guidati dal gentilissimo e prodigo di informazioni Ben Le Rougetel (European Head of Communications di Capcom) ci siamo tuffati nel mondo allucinato di Killer 7. Il primo impatto è abbastanza disorientante. Sono solo pochi i pulsanti da utilizzare (sul cubo il tasto A serve a procedere, la levetta analogica ad indirizzarci una volta arrivati ai bivi, R passa alla visuale in soggettiva nella quale ancora A ci consente di far fuoco). I menù che permettono di scegliere la personalità o gli oggetti o di sfruttare le proprietà del sangue appaiono inizialmente poco chiari. Tutto, al di là del fascino di ciò che scorre su schermo, ci trasmette una sensazione di poca immediatezza. Lo stesso Le Rougetel ammette che, quando il gioco è approdato per la prima volta sui monitor della sede europea di Capcom, sulla sua testa e su quella dei colleghi è apparso un gigantesco punto di domanda.
Una volta entrati nel flusso del gioco, però, la logica con cui è stato pensato si palesa con limpidezza e, in breve tempo, si impara a saltare da una identità all’altra per sfruttare al meglio le caratteristiche precipue dei sette assassini.

Abbiamo giocato per troppo poco tempo per esprimere un giudizio indicativo (ne parleremo quest’estate in sede di recensione), ma non nascondiamo di essere usciti dalla presentazione di Killer 7 con una gran voglia di metterci nuovamente le mani. L’ultimo dei magnifici cinque (poi quattro) di Capcom sembra il più concettualmente ambizioso dei progetti della casa di Street Fighter. Difficile dire se riuscirà a conquistare il grande pubblico. Sicuramente, da oggi, diventa uno di titoli più attesi in assoluto da Insert-Coin!