GTA: VICE CITY – TOMMY VERCETTI E LE TORTE IN FACCIA

“Tommy Vercetti e le torte in faccia”, così recita lo strillo qui in alto. Sgombriamo subito il campo da legittimi dubbi: no, non abbiamo scoperto un’ennesima risorsa del malvivente targato Rockstar North. Semplicemente, dopo parecchi mesi dall’uscita del gioco per PS2 e dopo milioni di copie vendute in tutto il globo, ci è venuta voglia di parlarne un po’ cercando di capire cosa spinga un prodotto ad assurgere a ruolo di bestseller internazionale.
Innanzitutto mi sembra doveroso comunicare al gentile lettore che, data la peculiarità dell’operazione intrapresa , mi sento legittimato a scrivere in prima persona, contravvenendo alle regole del buon recensore e causando un travaso di bile al caporedattore/direttore/ webmaster/newsredactor/dott.lup.mann/deus ex machina del nostro meraviglioso sito. Ma tant’è, dopo un’intensa frequentazione della città del vizio, non pretenderete certo che conservi le servili buone maniere verso l’autorità, no?

Dunque, cominciamo dicendo che a me, proprio personalmente, onestamente, delle gesta dell’osannato Tommy Vercetti, non poteva importare di meno. Però…però dopo aver subito l’immenso hype che ha preceduto l’uscita di GTAVC, cercando di rimanerne indifferente… dopo aver letto numerose recensioni, ospitate dalle riviste del settore più attendibili e da quelle più note per la loro, per la loro…e dalle altre, insomma!, e avendone sempre riscontrato i più entusiasti giudizi… dopo aver contribuito ad alzare i dividendi dei soci di maggioranza Telecom, passando ore sui siti che si occupano di recensioni e cercando genuine impressioni sui più disparati forum e, anche qui, avendone sempre riscontrato i più entusiasti giudizi… ebbene, ho ceduto! Non volevo, ma ho ceduto. E va bene, proviamo ‘sto Vaiz Siti.

Sacrifico la mia copia di Ratchet & Clank e porto a termine lo scambio del secolo. Che manco il draft della NBA se lo sogna, tzé.
Inserisco il DVD nel tray della Play e gioco.
Gioco.
Gioco cinque (5, V, fivecenqcinco) ore di fila. Smetto, perché la mia coscienza si è riappropriata di me per appena un attimo: il figlio, la moglie, il mutuo, il telefono per quel lavoro che dovevo consegnare prima del “gioco cinque minuti e poi invio”!
No, non ci credo, io HO giocato 5 minuti. La mia sensazione è di essermi seduto poco fa.
Un buco nero, in grado di fagocitare chiunque.
Mettete un controller in mano a qualsiasi categoria di videogiocatore o di semplice astante e verrà risucchiato come la bambina dal televisore infestato di Poltergeist.
Perché?

Quale motivo spinge il più mite degli uomini a prendere a mazzate (letteralmente) quante più vecchine possibile? Quale la ragione di tanta schiumeggiante bava alla bocca di un tenero ragazzino, quando impugna il lanciafiamme arrostendo con goduria orgasmica a destra e a mancina? Perché nessuno resiste ad abbattere i passanti a fucilate, ad impennare con ogni tipo di motoveicolo o a sfasciare automobili con dedizione, pur esponendo la bandiera arcobaleno al davanzale?
Diciamocela tutta, GTAVC non è quello che si definisce un “bel” gioco.
Analizzando ogni singolo aspetto che lo compone ce ne sarebbe abbastanza per redarre la bibbia del refuso, il vangelo della vaccata tecnica, la torah della mancata ottimizzazione del codice e, ma sì vai di politicaly correct, il corano del sistema di controllo sballato e la torre di guardia della ridondanza!
Perché, dunque, non è stato sacrificato sull’altare del videoludere consapevole? Ho visto gente che scrive irosa nei forum che quel tale titolo, pur essendo valido, non lo comprerà perché “finchè non mettono un antialiasing decente”…eludere come niente fosse le scalettature stile Arena di Verona, di cui GTAVC è permeato! Redattori che affossano quell’altro gioco inveendo contro il pop-up che lo attanaglia. Ebbene, quanta indulgenza dimostrano con l’amico Vercetti che può andare a sbattere contro un artefatto che 5 secondi prima NON c’era, senza neppure provocare la digitazione di un punto esclamativo. E poi, titoli violentati in ragione di un sistema di controllo impreciso, minacciati per la sceneggiatura da B-Movie, derisi per la mancanza di poligoni, sbeffeggiati per la povertà delle texture. Toh, il ritratto preciso della produzione Rockstar!

L’ultima stoccata, la migliore, riguarda l’annosa questione dell’innovazione.Innovare è la parola d’ordine: chi non propone un prodotto innovativo peste lo colga! In effetti in Vice City si può ammazzare con l’ascia, il bastone, il bazooka oppure intraprendere svariate missioni dove ci verrà chiesto di ammazzare con la mazza da golf, la pistola, il mitragliatore. Ancora, potremmo metterci alla guida dei più svariati mezzi di locomozione. Questo ci consentirà di ammazzare con le auto, le moto, le imbarcazioni, i velivoli. Scoprendo nuovi pezzi dell’immensa e cubettosa città di Lego ™ dove potremo scegliere di comprare locali o edifici e riempirci di soldi per acquistare mitragliette, coltelli, machete ed ammazzare, finalmente!
Niente da dire, una netta cesura rispetto a GTAIII.

Volete sapere che idea mi sono fatto ? Tu, là in fondo, ho visto che hai alzato la mano. Va bene te lo dico. No, al bagno ci vai dopo, ora devo dire la mia idea.
GTA Vice City è zero ludico. Anzi, no. E’ l’uno ludico.
E’ il Pong dell’epoca dei 128 bit.
E’ il meccanismo della torta in faccia.

La domanda è: Rockstar North riuscirà a passare indenne dall’epoca del muto a quella del sonoro?

Io, comunque, ho risolto. E’ bastato togliere la mia poltrona dal cimitero indiano.