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Uncharted 2: Il covo dei ladri
Piattaforma: PS3
Genere: Action
Prodotto da: SCE
Sviluppato da: Naughty Dog
Distribuito da: SCE Italia
N° Giocatori: 1-10 online
Note: Interamente localizzato in italiano
uncharted 2: il covo dei ladri
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UNCHARTED 2: IL COVO DEI LADRI - IL RESPIRO DELL'AVVENTURA
Le radici di Uncharted 2 scavano in profondità e affondano nel tempo. Naughty Dog, in effetti, è uno studio presente sulla scena da un ventennio abbondante e, col passare dei lustri, ha messo mano su progetti sempre più ambiziosi e via via più maturi e convincenti. Nel prendere in esame la nuova avventura di Nathan Drake, inoltre, non possiamo non balzare indietro di un paio d’anni lanciare un occhio al primo capitolo della serie, il cui esordio risale al 2007. Ma non sono solo questi due elementi a far retrocedere cronologicamente la nostra memoria, ma anche tutto il background dell’avventura che oggi giochiamo su PS3.
Già la storia di Uncharted 2: Il covo dei ladri ci porta a svelare un segreto, quello della flotta scomparsa di Marco Polo, sepolto nel lontano passato. Ma, senza arrivare al Tredicesimo secolo dopo Cristo, anche la nostra mente, giocando, viene riportata all’origine della narrazione avventurosa moderna. Eccoci, dunque, a ripassare tutti i film di Indiana Jones e discendere il tunnel della memoria fino ad arrivare, in ordine sparso, a Henry Rider Haggard e al suo Allan Quatermain, alle illustrazioni di N.C. Wyeth e del suo mentore Howard Pyle , o persino di Frank Frazetta, passando per l’immaginario e lo spirito spiccio dei racconti “pulp” dell’epoca d’oro, per poi risalire, in campo videoludico, alle avventure di Lara Croft.
Tutti questi elementi (accumunati dalla lettera A, quella dell’Avventura con l’iniziale maiuscola) si amalgamano come preziosi ingredienti e danno vita, insieme a una forte dose di azione, salti, sparatorie e scazzottate, al gioco che, allo stato attuale, meglio esalta la forza di PS3. La miscela di cui sopra, certo non produce qualcosa di nuovo e rivoluzionario. Piuttosto, permette di costruire, su fondamenta solidissime, un titolo che riesce a entusiasmare e divertire come pochi. Visivamente curato e straordinariamente appagante per le pupille. Tecnicamente, a tratti, assolutamente impressionante. Ma anche accessibile, emozionante, adrenalinico e coinvolgente. Come già ci era accaduto con Drake’s Fortune, anche in Il covo dei ladri il fluire naturale di un capitolo della storia in quello successivo rende difficile separarsi per lungo tempo dal nostro DualShock. Lo straordinario level design accompagna con sapienza e grazia l’evolversi della trama, classica (e ci mancherebbe, date le premesse!) ma raccontata con occhi e taglio moderno, regalandoci un ritmo perfetto e abilmente ritagliato sui giusti tempi dell’avventura.
È così che dal lavoro certosino di Naughty Dog scaturisce uno dei titoli più equilibrati o, per meglio dire, più calibrati su cui ci sia capitato di mettere le mani. Uncharted 2 è in grado di farci passare con assoluta naturalezza da una sezione prettamente platform (con arrampicate più a là Prince of Persia moderno che non ispirate propriamente a Tomb Raider) a una furiosa sessione sparacchina, da entusiasmanti sequenze d’azione in stile Hollywood a passaggi narrativi che si concentrano sulla caratterizzazione dei personaggi, da un momento di esplorazione e risoluzione di puzzle ambientali a una intensa lotta corpo a corpo. Proprio le scazzottate erano, a nostro parere, uno dei pochi punti davvero deboli dell’esordio di Nathan Drake e, oh gaudio!, in questo seguito sono state completamente riviste, anche qui nel segno della fluidità, dell’immediatezza e della naturalezza dell’azione.
Rivista anche l’Intelligenza Artificiale, la cui astuzia ci è parsa equamente distribuita nel corso dell’intera avventura. Più morbida e accessibile nella fase iniziale di gioco (nel corso dell’intrusione nel museo di Istanbul le guardie ci sono sembrate volutamente miopi, per favorire la fruizione di un tutorial mascherato), agguerrita e per nulla intimidita nelle sparatorie di cui è disseminata la frazione finale del gioco.
In mezzo allo spettacolo che scorre dal primo all’ultimo minuto sul nostro schermo, ad emergere prepotentemente, forse ancor più che nel primo capitolo, sono i personaggi, Nathan in primis. Con lui ci sono Elena, Sully e new entry come l’affascinante avventuriera Chloe: tutti estremamente caratterizzati, in grado di sciorinare alcune linee di dialogo (di genere, intendiamoci) decisamente brillanti, recitando con una relativa naturalezza. Menzione d’onore per il tibetano Tenzin: per l’intera durata nel gioco, non una sola parola di quelle che escono dalla sua bocca sarà tradotta in un’idioma a noi comprensibile. Ma il suo tono, i gesti e le azioni che compie riescono a creare tra lui e noi (attraverso Nathan) una solida amicizia che sfiora il legame fraterno. Anche qui, lavoro splendido, che evidenzia ancora una volta l’intelligenza e la passione che Naughty Dog ha riversato nella sua ultima creatura! Chapeau!
Giù il cappello anche per la progettazione degli ambienti. Ogni sezione in cui ci troviamo a muovere il nostro simpatico mascalzone è curata maniacalmente e la sua forte identità rimane marchiata a fuoco nella mente del giocatore. Pur non prevedendo una notevole interazione con gli oggetti, Uncharted 2 è uno di quei titoli che ci fa vivere e respirare ogni sua location, un aspetto che esalta la sensazione di “esserci” e alimenta il senso di progressione dell’avventura. Meraviglia anche l’estensione degli ambienti e strappa applausi l’abilità di eliminare, in ogni modo e con scaltrezza, mezzucci allunga-brodo come il vituperato back-tracking. Quando sarete “costretti” a tornare sui vostri passi, vi assicuriamo che rimarrete sorpresi dal cambiamento di punto di vista al quale vi sottoporrà l’abile regia del gioco.
Se non bastassero la meraviglia tecnica e il divertimento (distribuito su una dozzina di ore di grande avventura) a rendere Uncharted 2: Il covo dei ladri una delle migliori esperienze videoludiche in assoluto, ecco che i programmatori hanno voluto strafare, dotando questo secondo capitolo di un comparto multiplayer di tutto rispetto. Un buon sistema di matchmaking accompagna il giocatore in modalità abbastanza canoniche ma rivisitate in salsa Uncharted; ma lo porta anche ad affrontare piccole avventure in cooperativa, per tre temerari, o a lanciarsi nel mondo creativo dei machinima. Un’opportunità per sfruttare i personaggi come fossero attori e per farli vivere nell’ambito dei propri cortometraggi. Tutta l’esperienza multigiocatore è estremamente piacevole e coinvolgente, oltre che remunerativa. Ottenere buoni punteggi e raggiungere determinati obiettivi regala denaro virtuale, da investire in skin per i propri personaggi, nell’acquisto di eroi o cattivi, in armi e caratteristiche per il nostro avatar nel gioco.
Come ultime chicche, interessanti anche i bonus sbloccabili al termine dell’avventura, tra cui degli approfonditi “making of”, dei filtri visivi da applicare all’immagine o persino, a dimostrazione della solidità del motore messo in piedi dai programmatori, la possibilità di rigiocare il titolo con l’ambientazione “specchiata” rispetto all’originale.
Tutti questi fattori, sommati, rendono Uncharted 2: Il covo dei ladri semplicemente imprescindibile per chi possiede PS3. È il titolo da avere, giocare e rigiocare, in questo momento e nei prossimi anni: Naughty Dog, grazie al supporto al multiplayer, anche attraverso i prossimi DLC, ha intenzione di mantenere vivo il mondo di Nathan Drake, in attesa dell’immancabile completamento della trilogia iniziata con Drake’s Fortune. Uncharted 2, in ogni caso, è un gioco che, già allo stato attuale, regala tanto a chi lo affronta e che, a nostro parere, non merita di meno che il massimo dei voti.
Voto
10
Luca Del Savio
| CI
PIACE |
NON
CI PIACE |
| Nathan Drake. |
Mmm... |
| Il sense of wonder. |
...fateci pensare... |
| Tecnicamente imponente! |
...che l'avventura finisca! |
immagini
di Uncharted 2: Il covo dei ladri © SCEE 2009
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