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 Sphinx e la mummia pasticciona
Piattaforma: PS2
Genere: Arcade Adventure
Prodotto da: THQ
Sviluppato da: Eurocom Entertainment
Distribuito da: Halifax
N° Giocatori: 1
Note: Interamente doppiato e tradotto in Italiano, disponibile anche in versione Xbox e GameCube


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Scriveteci!

SPHINX E LA MUMMIA PASTICCIONA: SALTA E SFINGI.

Rassicuriamo subito i nostri lettori, Sphinx e la mummia pasticciona, nonostante il tono del titolo, non è un gioco didattico diretto agli under 10, bensì un ottimo rappresentante dell’affollato genere delle avventure dinamiche. Già dal titolo, Sphinx, d’ora in avanti lo chiameremo così, conferma la saggezza di vecchi adagi che vogliono che l’abito non faccia il monaco e che ci insegnano quanto le apparenze ingannino.
Il classico impianto “zeldiano” che connota le prime battute del titolo THQ evolve repentinamente in un gameplay dalla forte autonomia identitaria. Allo sguardo colmo di pregiudizio del videogiocatore, conferisce lo shining in fondo alla pupilla proprio del bimbo che abbia trovato un nuovo modo per giocare con un vecchio balocco.

Il cavallo di Troia che permette di penetrare la cortina di diffidenza del pubblico videogiocante è un’ambientazione egizia che fonde ottimamente i luoghi comuni della sua storiografia con quelli mitologici. Questo scenario dà la stura ad una trama poco lineare che intreccia dappresso le vicende del leone antropomorfo Sphinx e del principe Tutankhamen. Per una volta, la presenza contemporanea di due personaggi in un’unica avventura non è un’artificiosa operazione tesa a dare un po’ di ossigeno ad un gameplay altrimenti monocorde, ma un’effettiva scelta narrativa che permetterà di seguire un'unica vicenda in modi e punti di vista autenticamente diversi.

Così, per impedire alle forze oscure di impossessarsi del suo mondo, il buon Sphinx adotterà un approccio votato all’azione, superando le prove e gli enigmi che ne intralceranno il cammino forte delle sue indubbie qualità atletiche e di combattimento. Ottima, a tal proposito, la scelta degli sviluppatori inglesi di Eurocom di non includere il salto automatico, conferendo all’esperienza esplorativa un maggiore spessore strategico e una maggiore gratificazione di gioco.

E’ nei panni del faraone Tutankhamen, però, che si scatena la carica di originalità che il titolo THQ porta in dote. Lo sfortunato pretendente al trono cadrà ben presto vittima di una congiura di palazzo e verrà, ahilui, tramutato anzitempo in mummia. Nonostante questo triste destino, le peregrinazioni nel mondo dei vivi del nostro alter ego non sono terminate e, col pretesto di cercare di tornare dal regno di Anubi, stringerà una mutua cooperazione con Sphinx.

Il contesto delle gesta della nostra simpatica mummietta è un maniero zeppo di trappole di ogni tipo, dove nessun essere vivente avrebbe scampo. Un essere oramai morto sì, però. Facendo leva sulla totale trascurabilità della caducità del corpo umano, potremo sbizzarrirci nel vessare senza pietà le spoglie di Tutankhamen per rivolgere a nostro favore i bizzarri effetti di cotanto sadismo. Diventare una torcia umana potrà essere utile ad aprire varchi occlusi da cancellate di legno; per superare quelle in ferro, invece, niente funzionerà meglio che farsi schiacciare da pareti semoventi ed approfittare del nostro ormai inconsistente spessore per passarvi attraverso. E così di seguito, in una ridda di situazioni sadomasochiste che non possono non rammentarci le comiche vessazioni caratteristiche delle serie animate di Tex Avery, Chuck Jones o di Hanna e Barbera e che favoriranno uno stile di gioco maggiormente orientato verso l’esplorazione e la risoluzione più elucubrata degli enigmi.

Se avete dato un’occhiata al voto, vi starete probabilmente domandando cosa ci abbia trattenuto dal valutare più generosamente un titolo con tali caratteristiche. Ebbene, il problema fondante di Sphinx è la sua discontinuità. Ogni aspetto caratterizzante il gioco soffre di questo difetto. La resa estetica passa da ambienti monumentali, impreziositi da uno dei migliori usi del bump mapping a cui abbiamo mai assistito, ad altri scarni e poveri di appeal. La localizzazione sfoggia frasi al limite del linguaggio aulico, per poi inciampare in grossolani errori, come il messaggio di “gioco fuori” che ci congeda nel caso di prematura dipartita del nostro avatar (almeno quello che ancora può morire). Così le animazioni, che variano dal fluido al legnoso, e il motore del gioco che svolge egregiamente il suo dovere, salvo soffrire di sporadici quanto immotivati scatti.

A questo punto non sappiamo se rallegrarci per la ventata di originalità apportata al mummificato mondo delle avventure dinamiche, passateci la battuta, o rammaricarci per la mancanza di quell’amore del dettaglio che avrebbe conferito al titolo THQ il riconoscimento che merita.
Sappiamo per certo di potervelo consigliare caldamente, chissà che, magari, non possiate proprio voi aiutarci a risolvere il nostro amletico dubbio.

Voto 7,9

Davide Pettani

CI PIACE NON CI PIACE
La mummia. Discontinuo.
Ottima verietà di enigmi e gadget. Poteva essere più curato.
Longevo e divertente. Sistema di combattimento migliorabile.

immagini di Sphinx e la mummia pasticciona © THQ 2004