SCHEDA DEL GIOCO
Genere: Action/Adventure
Prodotto da: SCEE
Sviluppato da: Naughty Dog
Distribuito da: SCE Italia
N° Giocatori: 1-2 offline, fino a 10 online
Note: Localizzato in italiano, supporta 3D stereoscopico.
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Per quanto il ruolo di cronisti videoludici ci dovrebbe imporre un atteggiamento maggiormente distaccato, quando un gioco come Uncharted 3 – L’inganno di Drake viene anche solo annunciato con un teaser trailer il nostro battito cardiaco non può che subire un’accelerazione. L’attesa cresce mentre, col passare del tempo, arrivano le prime immagini, qualche video-assaggio di gameplay e persino una beta del multiplayer da goderci per qualche intensa settimana.

Prima della presentazione alla stampa, ne sappiamo già più di quanto vorremmo, desiderosi come siamo di lasciarci intrattenere e sorprendere dal prodotto Naughty Dog. Persino nel corso dell’intervista con uno degli sviluppatori ci ritroviamo a lottare con il desiderio, da un lato, di porre domande che ci permettano di infilare la testolina dietro le quinte, e, dall’altro, di indossare un paraocchi e di lasciarsi “spoilerare” il meno possibile di quella che si prospetta come una grandiosa avventura, degno seguito di una gemma come Uncharted 2. Cerchiamo di non rimanere abbagliati dal luccichio dell’evento promozionale e di conservare una certa obiettività di giudizio, serbandola per il momento in cui ci ritroveremo a recensire il titolo.

Questa introduzione dovrebbe bastarvi a comprendere quanto Uncharted 3 – L’inganno di Drake fosse atteso, dalle parti di Insert-Coin, e quanto, a volte, possa essere “faticoso” il mestiere di recensore. Come dite? Ci mandate a lavorare nelle miniere di sale? Più che giusto. Insomma, bando alle intro e via con il gioco! Se Naughty Dog non avesse sottolineato a sufficienza quanto sia cambiato il sistema di combattimento ravvicinato, ci pensano le prime fasi del titolo a ricordarcelo, con una rissa da bar che mostra le potenzialità coreografiche di una sana scazzottata. Il ritmo è quello che conta e si vede che gli occhi dei “cagnacci” si sono soffermati sul lavoro fatto da Rocksteady con Batman: Arkham Asylum. L’hanno però declinato in chiave più hollywoodiana, rendendo quasi obbligatorio un prolungato balletto di pugni e spintoni tra l’eroe e i suoi avversari, prima della conclusione di ogni scontro. Spettacolare, sicuramente, anche se alla lunga si sente la necessità di un fluire più naturale e meno impostato della lotta corpo a corpo.
Dopo Londra si inizia a viaggiare e, seguendo le orme di T.E. Lawrence e dell’immancabile sir Francis Drake, ci spostiamo in Colombia, Siria, Yemen e ancora più in là, alla ricerca della perduta “Atlantide delle Sabbie”. Nel frattempo, impariamo qualcosa di più sul passato di Nathan Drake, sul suo rapporto con Victor Sullivan e con Elena, protagonista, quest’ultima, di alcune delle scene meglio scritte dell’intero gioco. Già, parliamo di scene perché, ancora una volta, in questa generazione di console, siamo costretti a tirare in ballo il confine tra videogame e cinema, e Uncharted ha sempre puntato sull’estrema cinematograficità della messa in scena, regalando indimenticabili momenti di spettacolarità. Ma ha anche sempre messo l’accento sulla scrittura dei dialoghi e sulla caratterizzazione dei personaggi e anche questo terzo capitolo non tradisce, da questo punto di vista.

Quanto allo spettacolo, Uncharted 3 – L’inganno di Drake, almeno fino a tre quarti dell’avventura, propone un crescendo notevole e raggiunge lo zenith tecnico-creativo in una sequenza in alto mare (davvero da Storia del videogioco, pur non presentando un’idea nuova) e in un viaggio a piedi tra le sabbie del deserto. Emozionanti e stupefacenti, nonché estremamente distanti tra di loro dal punto di vista del gameplay, queste due scene ci costringono a dotarci di supporti per il sostegno mascellare e, come si suol dire, valgono il prezzo del biglietto. Non che quello che le precede o che le segue non sia valido, tutt’altro, ma sicuramente è qualcosa che intinge abbondantemente il pennello nella tavolozza di Uncharted 2, titolo, quest’ultimo, che vede la sua valutazione ulteriormente ingigantita dopo l’uscita del suo seguito!

Indubbiamente, infatti, Uncharted 2 ha aperto la strada a gran parte dei meccanismi che il suo seguito utilizza liberamente e a profusione, con il rischio, talvolta, di sfiorare un po’ troppo il già visto (una sequenza per tutte: quella della carovana di camion) o il già vissuto, a livello emozionale. In altri casi, invece, la messa a frutto dell’esperienza maturata porta a momenti straordinari che un conto è osservarli scorrere nelle immagini di un video promozionale e un altro e viverli sulla propria pelle, attraverso quella virtuale di Drake. Ci riferiamo, ad esempio, all’ambientazione del castello francese, divorato dal fuoco, la cui realistica decadenza progressiva conferisce allo scenario un’eccitante sensazione di urgenza: quella di uscire da lì, al più presto e vivi!

Tanti sono i momenti dell’avventura divertenti, impegnativi e spettacolari al punto giusto, anche se, nel suo insieme, ci sembra patire un design complessivo meno equilibrato. In alcuni tratti, inoltre, la cinematograficità prende un po’ troppo il sopravvento sul gameplay, persino sottraendo al giocatore la possibilità di “fare la differenza” in determinate scene topiche. Naughty Dog, vi vogliamo bene, vi ammiriamo profondamente e vi ringraziamo di tutto, ma ricordatevi che siamo giocatori, non spettatori!

Ci stiamo lamentando troppo, rispetto al votone che abbiamo assegnato al gioco? Forse sì: nonostante queste critiche, Uncharted 3 – L’inganno di Drake rimane una delle cose più belle che girano su PS3 e costituisce uno spettacolo tecnicamente impressionante e difficile da dimenticare! A incrementare il voto finale, inoltre, ci pensa il multiplayer: già un successone in Uncharted 2, il comparto si espande in ogni suo aspetto, aggiungendo personalizzazione (di avatar, armi e simboli), nuove modalità (parte delle quali abbiamo già esplorato nel corso della disamina della beta), un tocco cinematografico in più (in compagnia di un maggiore dinamismo degli scenari) e tanto altro ancora. Un grosso applauso alla possibilità di giocare fianco a fianco in split screen, sia offline (solo in modalità cooperativa) che in rete. Un segno di rispetto per i giocatori e per la socialità reale e non virtuale di cui siamo da sempre forti sostenitori.
Basta parole. Tutto il resto, tutte le altre sfaccettature e i dettagli li lasciamo a voi da scoprire. Se c’è un titolo PS3 da avere e da giocare in questo momento è proprio Uncharted 3: è tempo che anche voi vi imbarchiate in una nuova avventura, in compagnia di Nathan Drake!
Luca Del Savio
immagini di Uncharted 3 – L’inganno di Drake © SCEE 2011



