The Darkness II

I canadesi Digital Extremes, a circa vent’anni dalla loro prima produzione ludicasostituiscono i precedenti sviluppatori, Starbreeze, alla creazione del secondo episodio di The Darkness. Le premesse sono ottime, anche perché la loro firma la troviamo anche apposta su due grossi calibri degli sparatutto in prima persona: BioShock 2 e, soprattutto, il mai dimenticato Unrea. Per cui, tutti sull’attenti, si va a cominciare!

Ci rituffiamo nuovamente nell’oscurità, dunque, per toccare con mano l’impalpabile presenza (ossimoro inevitabile) che ha fissa dimora nel corpo del mafioso Estacado. Jackie è il “capofamiglia” dei Franchetti e si gode ogni lusso possibile che i soldi possono comprare: donne, cibo, gioielli, eccetera. Ma non sono tutte “rose e fiori”. Purtroppo per lui, infatti, ha perso il suo amore, Jenny, uccisa dalla malavita nel primo episodio, e, oltretutto, si ritrova ad ospitare dentro di sé la suddetta maligna entità: fatica a tenerla a freno, ma, suo malgrado, si ritrova costretto a utilizzarla per affrontare e uccidere i membri della gang rivale consciuta come la Fratellanza. Prima o poi l’esplosione della Tenebra è inevitabile… infatti, gli eventi precipitano fin dall’inizio del gioco, quando essa si risveglia e prende il sopravvento sulla volontà di Jackie, scatenando l’inferno! Come se non bastasse, il ritorno del demone porta con sé non solo immensi poteri di morte, ma anche ricordi, dolci ricordi, che spesso si sovrappongono alla realtà, causando non pochi problemi al giovane Estacado, tormentandone i sentimenti a più riprese: due anni prima, infatti, la Tenebra ha costretto Jackie ad assistere all’omicidio dell’amata, tormentoso evento che non manca di venire dolorosamente rievocato!

I problemi per Jackie, dunque, saranno anche di natura psicologica, con visioni manipolate dal demone che mischiano le carte, scombussolando la vacillante mente del protagonista, invertendo spesso realtà e fantasia, destabilizzando le (poche) certezze del portatore della Tenebra. Un impianto narrativo convincente, tratto dall’omonimo fumetto e che non fa nulla per discostarsi da esso, anzi, ne acuisce i tratti dark grazie allo stile visivo scelto da Digital Extremes. I richiami al noir sono costanti, sia per il taglio dato alla trama che per la palette cromatica di cui gode The Darkness II. Innanzitutto, le ambientazioni buie, costellate da luci di varia natura, possibilmente da spegnere per sfruttare appeno i poteri oscuri che il “parassita” ci porta in dote.

Degno dei migliori comics americani, vero e proprio fumetto da giocare, colorato come fossero reali tavole, in alcuni casi piccoli capolavori, e stilizzato al punto giusto: The Darkness II è prima di tutto da “sfogliare”. L’impostazione grafica pulita, dai contorni ben marcati, illustrerà una New York asettica, buia e un po’ folle, ove il sottobosco criminale la fa da padrone aiutato dai molti vicoli male illuminati (soprattutto dopo il passaggio della Tenebra). Il tratto caricaturale conferito ai personaggi aumenta la sensazione di vivere in un mondo fatto d’inchiostro e ne amplifica i lati schizzoidi e la personalità di alcuni elementi quali il bizzarro Johnny Powell e il nostro simpaticissimo Darkling di fiducia col gatto morto in testa. Il motore grafico, pur alleggerito dalla non elevata interazione con i fondali, limitata a oggetti da raccogliere e scagliare e ai segni di proiettili sulle pareti, soffre dell’effetto scia, se giochiamo in un ambiente troppo buio (il che, visto il soggetto, sarebbe l’ideale). A parte questa pecca, i personaggi della Top Cow si muovono come fossero reali, eccezion fatta per alcune occasioni in cui le teste sembrano girarsi un po’ per conto proprio (che siano possedute anch’esse?).

Per conto proprio agiscono anche i nemici che, pur attaccandoci solo frontalmente, si nasconderanno cercando ripari improvvisati per poi riempirci di piombo non appena tenteremo di ricaricare le armi. Un piccolo excursus da fare riguarda la modalità Vendetta, ove le sparatorie avverranno più che altro in grandi arene che, avendo pochi vicoli chiusi, costringeranno noi e gli avversari a guardarci continuamente le spalle perché sarà molto facile fare e subire imboscate. Nonostante ciò, l’opzione, in cooperativa o in singolo da compiere in rete, non ci è sembrata efficace quanto lo story mode. L’uso di quattro nuovi portatori della Tenebra (l’orientale Inugami, l’agente del Mossad Shoshanna, l’alcolista Jimmy Wilson e l’adepto del Voodoo J.P. DuMond) dotati di poteri differenti è carina, ma manca il mordente dato dalla storia principale. L’utilizzo dell’Albero dei Talenti, sia per Jackie che per i quattro maledetti tizi di “Vendetta”, rappresenta l’ormai immancabile parte strategica per il potenziamento dei personaggi, da far evolvere secondo i gusti personali spendendo monete d’anima.

Monete accumulabili uccidendo i nemici o raccogliendo sacre reliquie, le quali non mancheranno d’esser analizzate dal profondo conoscitore del misticismo Johnny Powell, che non lesinerà certo strampalati consigli. Difficilmente i suoi suggerimenti modificheranno il nostro modo di condurre il demone, tanto più che la storyline è parecchio lineare, cosi come il level design, non consentendo deviazioni che non siano limitate alla scelta delle abilità da sfruttare. Tuttavia, ne beneficerà la giocabilità, perché rimane immediata, nonostante ci siano ben quattro braccia da “sfruttare” (a voi scoprire come), non risparmiandoci particolari grandguignoleschi. Sarà un piacere anche la sola scoperta delle uccisioni più spettacolari, dai nomi parecchio evocativi, quali Macellazione o Impalamento… e altre con nomignoli molto più scurrili, ma di sicuro impatto.

Scurrilità che non saranno evitate dai personaggi che imprecheranno nelle maniere più divertenti e colorite possibili per tutte le oltre dieci ore in cui saremo coinvolti. Non mancheremo sicuramente di ridere per le caustiche battute del Darkling, oppure le folli dichiarazioni di Powell, cosi come apprezzeremo la demoniaca voce di Tenebra: tre protagonisti che, a parer nostro, sono una spanna sopra gli altri. Altra nota degna di particolare menzione è la colonna sonora che non sfigurerebbe in un lungometraggio hollywoodiano: alterna ritmi sincopati e tesi a magistrali sinfonie orchestrali che sottolineano l’elevata qualità del titolo anche sul piano musicale/sonoro.

Lasciate entrare la Tenebra! Questo è l’unico consiglio che possiamo darvi: The Darkness II è spettacolare sotto ogni aspetto, da quello visivo a quello musicale, non trascurando un fattore importante: il divertimento. Grazie a una storia appassionante resterete “intrappolati” nell’oscurità finché non lo porterete a termine, azzerando (quasi) la vita sociale in favore di quella virtuale di Jackie e del suo ospite. Il gioco gronda sangue, ma non è mai morboso, nonostante effetti slow-motion enfatizzino sempre le azioni particolarmente truculente. La giocabilità ai massimi livelli ci farà apprezzare l’ultima fatica dei Digital Extremes senza mai frustrarci, invogliandoci a perorare la causa del buon malavitoso (abbiam cominciato con un ossimoro, e finiamo alla stessa maniera, olé!).

Overall Score 8,5
Grafica:8/10
Sonoro:9/10
Gameplay:8/10