Tekken Hybrid

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7,0 Overall Score
Grafica: 7/10
Sonoro: 7/10
Gameplay: 8/10

- Torna un classico senza tempo - La precisione del combattimento

- Visivamente datato - Tag Tournament 2 Prologue è solo un assaggino...

SCHEDA DEL GIOCO
Piattaforma: PS3
Genere: Picchiaduro
Prodotto da: SCEE/Namco Bandai
Sviluppato da: Namco
Distribuito da: SCE Italia
N° Giocatori: 1-2
Note: Sottotitolato in italiano.

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La parola “Ibrido” contenuta nel titolo di questa bizzarra raccolta contiene già in sé il senso dell’operazione commerciale che andiamo a commentare. Dentro un unico Blu-ray troveremo infatti tre proposte molto diverse tra loro. Affrontiamo per prime le due che ci riguardano più da vicino, ovvero quelle di tipo videoludico. Appena infilato il disco nelle nostra PS3 ci verrà chiesto di procedere con l’installazione sia del gioco che della speciale demo in esso contenuti. Avvertiamo che il tutto andrà a pesare quasi due giga e mezzo all’interno del nostro hard-disk, e quindi, a seconda dell’età e della capacità del modello di PS3 a vostra disposizione, la cosa potrebbe anche rivelarsi un problema! Detto questo, alla fine, nel menù, avremo due nuovi titoli. Partiamo dal primo…

immagine da Tekken Hybrid

Tekken Tag Tournament è la riproposizione in HD di un classico dei picchiaduro, ormai vecchio di quasi dodici anni (uscì originariamente nel 2000), ma per certi versi mai superato. Si trattò della prima volta in cui il sistema tag (la possibilità di passare da un lottatore e un altro durante il combattimento) venne implementata nella serie di Tekken. Il risultato fu, ai tempi, uno dei migliori mai raggiunti per la pulizia tecnica dell’impianto di gioco, per il pronto sistema di risposte dell’intelligenza artificiale, per la ricchezza delle mosse dei personaggi (ampliate da quelle che era possibile “combinare” al momento del passaggio da un personaggio all’altro), senza dimenticare una grafica che, al momento in cui apparve (girava su PS2) sembrò senza dubbio ricchissima e innovativa.

immagine da Tekken Hybrid

Ciononostante il prodotto conteneva dei difetti che si potevano identificare principalmente nella difficoltà di mantenere costante il frame-rate e, benché mai dimenticato dai fan, Tekken Tag Tournament venne poi superato dalle successive uscite della serie, senza però essere mai effettivamente eguagliato. Rivisto oggi, adattato agli schermi a 16:9 dei nostri televisori ad alta definizione, e dotato di un frame rate decisamente più stabile e continuo, il videogame mantiene intatte le sue caratteristiche tecniche di intrattenimento, presentandosi ancora, dopo anni, come uno dei migliori Tekken di sempre. Il vasto roster di sfidanti nel Torneo del Pugno di Ferro, la qualità a variabilità delle mosse ne fanno effettivamente un classico senza tempo, nonostante la grafica (migliorata grazie e nuove texture) appaia oggi inevitabilmente datata e non all’altezza delle cose più recenti viste in questo campo. In ogni caso, dato che, a causa dei suoi problemi originari, il vecchio Tekken Tag Tournament non è in grado di girare neppure sui primi modelli di PS3 (quelli retrocompatibili con PS2, per capirci), la scelta di Namco è gradita a chi, come noi, è comunque un fan della serie.

 

Ma dato che Tekken Tag Tournament fu un così ampio successo dal punto di vista critico, perché mai la sua formula non venne riproposta? La risposta a questa domanda si nasconde nella seconda installazione che abbiamo effettuato, che contiene una sorta di anticipazione di cosa sarà Tekken Tag Tournament 2, attualmente in lavorazione e che non sarà disponibile prima dell’estate. Chiamato “Prologue”, questa sorta di “minigioco” (esiste una sola modalità, niente online) ci permette di utilizzare quattro personaggi della ampia “rosa” di eroi che appariranno nel prodotto finito. La scelta è caduta (e non a caso, come vedremo poi) su Alisa Bosconovitch, la ragazza robot apparsa per la prima volta in Tekken 6, su Ling Xiaoyu, la giovane e dinamica cinesina che convive con un Panda gigante (!) e sulle versioni demoniache di due dei principali protagonisti della saga, Jin Kazama e Kazuya Mishima.  

immagine da Tekken Hybrid

Inutile dire che la grafica di questo prologo appare superlativa, fin troppo dettagliata e barocca. Espressività e movimenti dei personaggi sono impressionanti, nonostante la presenza di un aliasing forse dettato dal fatto che il gioco è attualmente ancora in sviluppo. La reattività ai tasti è perfetta, e interessante è poi la novità di vedere i lottatori sporcarsi e apparire comunque “reduci” dal combattimento all’inizio del secondo round. Ancora, divertente per noi italiani, lo scenario della fontana di Trevi, adatto alla sontuosità grafica del tutto. Difetti? Beh, questo assaggio è davvero un po’ poco, non permette di approfondire più di tanto quello che conterrà il Blu-ray finale, ma in ogni caso fa il suo dovere nel creare una aspettativa per ciò che verrà. Vedremo.

immagine da Tekken Hybrid

Per completare questa review, ora dobbiamo cambiare mestiere e diventare recensori cinematografici. A completare l’offerta di Tekken Hybrid, infatti, c’è il film in animazione digitale (e anche in 3D, per chi possedesse l’impianto adatto) Tekken Blood Vengenace. La qualità visiva del Blu-Ray mette in risalto l’incredibile quantità di dettagli e la cura maniacale che è stata posta in questo lavoro che racconta, seppur in modo spesso ingenuo, dell’amicizia tra Alisa e Xiaoyu, impegnate nello scoprire il mistero che circonda un loro compagno di scuola, Shin Kamiya, coinvolto nello scontro tra le due multinazionali G Corporation (guidata da Kazuya Mishima) e Mishima Zaibatsu (guidata da Jin Kazama). Molti altri personaggi fanno una breve comparsata, ma la scelta è quella di fare un film sui sentimenti e non sulla lotta (non c’è il Torneo, pensate un po’!) che dovrebbe andare a piazzarsi, dal punto di vista della continuità, tra Tekken 5 e Tekken 6. Non mancano comunque le scene d’azione spettacolari, le citazioni delle “combo” e un duello finale tra le due versioni demoniache dei protagonisti. Come avrete capito, quindi, i personaggi scelti per Tekken Tag Tournament 2 Prologue sono in effetti le figure centrali del lungometraggio e, nonostante la melassa che cola ogni volta che Alisa parla e si muove (con quel suo incredibile vestito fucsia!) ammettiamo che un po’ di simpatia riesce ad crearla persino nei nostri cuori induriti dall’esperienza e dall’età.  

immagine da Tekken Hybrid

Realizzato per i fan, Tekken Blood Vengenace è forse difficilmente fruibile per chi non è addentro alle segrete cose della saga familiare dei Mishima, ma rimane un prodotto di intrattenimento di certo meglio riuscito della recente versione live action di Tekken apparsa (e subito scomparsa) dalle sale. Da segnalare la presenza di un paio di documentari con interviste ai realizzatori, che aiutano a capire le scelte fatte. Particolarmente interessante quella allo sceneggiatore Dai Satō, tra gli autori di cartoni animati indimenticabili come “Cowboy Bebop” o “Eureka Seven”.

In conclusione, visto il prezzo, questo Tekken Hybrid è certamente un prodotto interessante ma solo per chi, negli anni, ha seguito lo svilupparsi sia tecnico che narrativo della saga di Tekken. Un acquirente casuale potrebbe rimanere deluso, ma pensiamo che difficilmente possa esistere una simile figura nel caso di una proposta specifica come questa. For Fans Only, ma con orgoglio!   

Antonio Serra

immagini e video di Tekken Hybrid © SCEE/Namco Bandai

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