SOCOM FORZE SPECIALI: GO! GO! GO!!!

Dopo l’ampia parentesi di Slant Six, Zipper Interactive torna ad occuparsi della sua creatura, proponendo SOCOM Forze Speciali, secondo titolo della serie ad approdare su PS3.Il precedente, Confrontation (opera di Slant Six, appunto, sviluppatore attualmente alle prese con Resident Evil: Operation Raccoon City), era certamente un buon titolo, piagato, però, da alcuni difetti: i molti bug e il net code non propriamente in stato di grazia, ai quali si andava sommando l’assenza di una campagna in singolo. Una lacuna che impediva di godersi il titolo a chi non avesse amici appassionati come lui di shooter tattici. Una scelta radicale che proponeva SOCOM esclusivamente a un pubblico hardcore, che masticava strategie sul campo e dinamiche di clan come fossero noccioline.

Zipper, dunque, riprende le redini del franchisemilitaresco di Sony, rivedendo alcune scelte e cercando di portare il modello SOCOM verso un’utenza più ampia. In che modo? SOCOM Forze Specialisi presenta forse come il capitolo più accessibile della saga. Ci fa entrare tra le sue meccaniche di gioco attraverso uno story-mode da affrontare in single-player che ci catapulta nei pressi dello stretto di Malacca, nel Sud-Est asiatico. In questa zona di guerra, in pugno ai ribelli Naga, la nostra squadra di cinque coraggiosi dovrà impedire che la situazione si faccia ancora più instabile e, senza poter contare su interventi di soccorso o su particolari rinforzi, dovrà farsi largo tra le file nemiche e disinnescare la miccia che potrebbe portare all’esplosione di una crisi su scala globale.

Una buona esperienza, quella della Campagna in singolo, articolata in quattordici missioni. Attraverso una narrazione, a dire il vero assai stereotipata e con una cadenza degli eventi un po’ tagliata con l’accetta, viviamo i sei giorni che compongono l’avventura, impariamo i vari meccanismi di gioco e prendiamo confidenza con le meccaniche di squadra, nei panni del comandante del coraggioso quintetto. Come accadeva nei vari Ghost Recon Advanced Warfare, in Rainbow Six o nel meno conosciuto e forse più tattico Full Spectrum Warrior, saremo noi ad impartire ordini al nostro team e, anzi, spesso saranno i componenti del commando che guidiamo a risolvere la situazione per noi, esponendosi e colpendo il nemico, seguendo le nostre disposizioni, ma anche prendendo l’iniziativa quando serve.

I controlli per dettare gli ordini sono semplici e nel giro di pochi minuti ci saranno già entrati sotto pelle e saremo in grado di sfruttare le diverse caratteristiche degli uomini al nostro comando. Gli obiettivi delle missioni che compiremo con il nostro gruppo, equamente diviso in due specialisti in assalto e altrettanti cecchini, verranno costantemente aggiornati e ci ritroveremo bombardati da informazioni utili a mantenere desto l’interesse e alta la tensione. Le missioni andranno così succedendosi con una certa fluidità, intervallate, di tanto in tanto, da alcune varianti a forte componente stealth. Un po’ troppe, probabilmente: se non vi piace l’approccio furtivo, sappiate che in ben quattro scenari su quattordici (tanti, proporzionalmente, per quello che si presenta come uno shooter tattico) dovrete agire nell’ombra, non facendovi intercettare, muovendovi con cautela ed eliminando guardie e sentinelle come solo il miglior Snake sa fare!

Tecnicamente, il lavoro di Zipper Interactive si fa apprezzare per un buon uso di luci e ombre, una certa sensazione di solidità, accompagnata da buone animazioni e una generale pulizia del tutto. Buona e nitida l’interfaccia grafica che in pochi segni sullo schermo riesce a fornire tutte le informazioni necessarie a identificare il nostro obiettivo e raggiungerlo. Qualche problema l’abbiamo riscontrato nella sincronizzazione del parlato, che talvolta balbetta e si ripete come un disco rotto. Nulla a cui una piccola patch non possa porre rimedio: vedremo se accadrà. Bella la colonna sonora orchestrale di Bear McCreary (qualche nota, non a caso, sembra provenire da qualche scena d’azione di “Battlestar Galactica”).

Pur non disdegnando il lato single-player, SOCOM Forze Speciali getta le basi per una duratura permanenza nel tray di PS3 grazie al multiplayer online. Per quanto ci è stato concesso provare, prima dei tristi avvenimenti che hanno portato al momentaneo blocco del PlayStation Network, Zipper ha fatto un buon lavoro, puntando su una certa varietà di opzioni (cooperative e competitive), un net code che si comporta come si deve e una struttura fortemente basata sul gioco di squadra che regala ottimi momenti, se vissuta in compagnia dei membri del proprio clan. Così come in passato, l’headset è semplicemente obbligatorio per chi voglia provare le gioie di SOCOM. L’altra componente indispensabile sono gli amici con cui giocare online, o almeno anche giocatori sconosciuti, ma che abbiano ben compreso cosa significhi lavorare in squadra.

Online si conferma particolarmente interessante la modalità Bomb Squad, con un componente della squadra nei pesanti panni di un artificiere, impegnato a disinnescare tutti gli ordigni presenti su di una mappa, e con i compagni pronti a proteggere la sua lenta avanzata verso l’obbiettivo a suon di fuoco di copertura. Un’ottima variante alle altre modalità, riuscite, ma certamente più classiche.

Dato il supporto alla periferica, abbiamo voluto mettere SOCOM Forze Speciali alla prova anche con il Move e qui non c’è dubbio che lo Sharp Shooter in cui alloggiare Controller Move e Navigation Controller sia la soluzione migliore da adottare. Stringere i due diversi comandi nelle mani, infatti, regala un’esperienza ancora troppo ibrida, alla quale fatichiamo ad abituarci. Nonostante ciò, ci sembra che l’integrazione risulti più fluida e calibrata rispetto a Killzone 3, non tanto nella precisione del puntamento (praticamente perfetta, in entrambi i casi), quanto nello spostamento più efficace dell’inquadratura che segue con efficacia il movimento del mirino, senza per questo ingenerare indesiderati episodi di motion sickness.

SOCOM Forze Speciali, dunque, ha molte carte in regola per non scontentare gli appassionati, anche se sono evidenti i compromessi a cui è scesa Zipper Interactive per rendere il suo figliol prodigo più appetibile al grande pubblico. Mediazioni che magari faranno storcere un po’ il naso ai puristi assoluti, ma che non sottraggono nulla al piacere di sentirsi parte di una squadra di eroi!

Voto 8,0