Saints Row: The Third

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7,4 Overall Score
Grafica: 6/10
Sonoro: 8/10
Gameplay: 7/10

- Colonna sonora notevole - Divertente

- Alla lunga ripetitivo e dispersivo - Comparto grafico appena sufficiente

SCHEDA DEL GIOCO
Piattaforma: Xbox 360 
Genere: Action/Free Roaming
Prodotto da: THQ
Sviluppato da: Volition
Distribuito da: Halifax
N° Giocatori: 1-2 (Co-op)
Note: Dialoghi in inglese, sottotitoli in italiano; disponibile anche per PS3.
LINK

Come ci si può mettere in luce in un genere, il free roaming, che annovera capisaldi come GTA e i capolavori Red Dead Redempion o Assassin Creed? Date le premesse, appare una sfida persa in partenza, perché di prim’acchito Saints Row: The Third sembra un clone del titolone targato Rockstar, ma vogliamo provare a dar credito agli statunitensi Volition, prima di lanciarci in paragoni alquanto rischiosi e compromettenti. L’unico modo escogitato dagli sviluppatori per tentare di sovvertire i presupposti è chiaro: si chiama “eccedere”. Come scopriremo presto, infatti, tutto questo terzo capitolo della saga dei “Santi” sarà sopra le righe, chiassoso, fracassone, sboccato, comico ed esagerato all’inverosimile.

Da Stillwater a Steelport il passo è breve: i Saints dopo essersi imposti “conquistando” le strade della città hanno deciso di fare il colpo della vita rapinando una banca. E cosi, non soddisfatti dei guadagni dovuti a un massivo marketing (ebbene sì, stiamo parlando di criminali con il proprio merchandising e un discreto numero di fans), han pensato bene di incrementare l’afflusso di denaro svaligiando le casse del ricco istituto, senza però fare i conti con l’oste, il Sindacato (Syndicate), altra malavitosa combriccola. Estremamente sicuri del fatto proprio, i “viola” hanno fatto irruzione nell’edificio solo per scoprirsi impotenti contro la nuova banda e venir presi, letteralmente, a calci in culo, per essere ridicolizzati e costretti alla fuga. Esiliati quindi a Steelport, dopo essersi leccati le ferite, i nostri Santi ripartiranno con un nuovo progetto: “colonizzare” la metropoli ricreando i propri possedimenti e i propri affari, ricominciando da zero. Inizieremo, dunque, con uno sparuto manipolo di malviventi e papponi e il resto… dipenderà da noi e dalle fesserie che combineremo per guadagnare Rispetto, mediante assurdi piani e surreali azioni al limite del nonsense. S’è mai visto qualcuno compiere missioni, massacrando la gente con un dildo gigante? Non pensiamo proprio! Questo spaccato di “vita” appena descritto può darvi l’idea dell’atmosfera assurda che pervade Saints Row: The Third.

Assurdità e sboccati “vocalizzi” non abbandoneranno mai le gesta del nostro avatar criminale che non è capace di restare zitto nemmeno nei momenti più concitati dell’azione. Da solo o in compagnia avrà sempre da elucubrare qualcosa a voce alta; piuttosto che niente insulterà i nemici di turno, riempiendoli di sfottò e pesanti improperi. La natura degli insulti è molto varia, anche se facilmente orientata alla sessualità; prevedibili sono anche i dialoghi con i comprimari e tra le gang che non brilleranno certo per originalità, ma daranno comunque vita a gustosi siparietti ben interpretati e conditi da espressioni in  vari slang e differenti linguaggi (spiccheranno, tra tutti, le caratterizzazioni dei luchadores latini).

“Purtroppo” il continuo chiacchiericcio spezzerà i numerosi brani musicali presenti, opera di famose star odierne, che spazieranno da quelli hard rock a spartiti dei più stimati compositori di musica classica (da Marylin Manson a Puccini, tanto per capirci); potremo inoltre scegliere di crearci la nostra playlist personale, oppure affidarci ai pezzi passati dalle diverse stazioni radio, una volta al volante dei numerosi mezzi rubati. Camion, pullman, elicotteri, aerei fanno parte della lunga lista di veicoli da pilotare, cui si aggiungono anche improbabili veicoli come la macchina per la pulizia delle strade o furgoncini di emittenti televisive.

Automezzi quasi totalmente customizzabili, che per ovvie ragioni sono battezzati con nomi fantasiosi, ma possiedono caratteristiche che facilmente rispecchiano le loro controparti reali. Tuning necessario, se vogliamo aggiungere punti Rispetto; consigliato anche quello umano, da “applicare” a noi e alla nostra gang, utilissimo per far impennare le nostre quotazioni. Editor corposo, quindi, che includerà anche i potenziamenti delle innumerevoli armi che imbracceremo per tentare la scalata al predominio del territorio, che abbraccerà tutta la città. Nessuna zona sarà quindi al sicuro dalle nostre grinfie e non ci saranno aiuole che saranno risparmiate dalle continue scorribande criminose che ci porteranno ad azzuffarci presso ogni area della metropoli: dai palazzoni di cemento e vetri più imponenti ai ghetti più malfamati. Tutto si muove come se fosse dotato di vita propria: motorini che ci eviteranno come la morte, macchine che faranno inversione di marcia ogni volta che scorgeranno accenni di zuffe e poliziotti pronti a darci la caccia al minimo sospetto. La fluidità del motore grafico va a discapito della resa visiva del gioco, e infatti noteremo edifici ben fatti, ma piuttosto asettici e grossolani in termini di texture oltre che privi di particolari. Come se non bastasse il titolo soffre di problemi di collisione dei vari modelli in movimento: troppe volte si trovano personaggi che appaiono “fusi” in un automezzo per poi uscire dallo stesso, passandoci semplicemente attraverso. Il design richiama molto il mondo dei fumetti, ma risulta un po’ indeciso e implementato in maniera poco più che sufficiente, per via di una scelta stilistica a metà tra il serio e il faceto, nonostante il titolo sia palesemente scanzonato e del tutto grottesco.

Escludendo trame importanti e comparto tecnico piuttosto datato, cosa potrebbe mai rialzare le sorti dell’ultima fatica dei Volition? Ovviamente il gameplay che offre più chiavi di lettura e ci permette di spaziare, secondo i nostri gusti personali, scegliendo le diverse missioni che costellano Saints Row oppure di girovagare a bordo di potenti mezzi creando ogni sorta di problemi di viabilità. Non siamo ancora paghi? Non ci resta che esplorare Steelport, prendendo a calci in culo tutti, indistintamente, tanto per azzuffarci e diventare dei veri pericoli pubblici. L’enorme metropoli ci aiuterà in questo, poiché fornirà le occasioni adatte ai più gustosi massacri e alle azioni imbecilli.

Spiazza un po’ la mancanza di linearità della trama; tutto sembra buttato lì solo per imbastire scontri a fuoco più disparati contro gang e poliziotti che tutto hanno fuorché un po’ di sana IA. Gli assalti saranno frontali e i nemici aumenteranno sempre e solo di numero. Questa sarà l’unica “tattica” adottata dagli avversari: soverchiarci numericamente. La storia delle nostre vicissitudini, per quanto volutamente ridicola, è di lunga durata e, grazie alle varie sub-quest, non si esaurirà tanto velocemente, proprio perché le cose da fare sono parecchie, seppur per certi versi ripetitive. Ciò che forse ci spinge a continuare è la curiosità delle cazzate che gli sviluppatori hanno in serbo per noi e per i vari premi che fioccano spargendo sangue nei modi più cruenti, fantasiosi e demenziali possibili. Finché dura la sorpresa ci si diverte, senz’ombra di dubbio. Dopodiché bisognerà ricorrere alla modalità cooperativa, in rete, che aggiunge quel pizzico di pepe in più per continuare la conquista della “cupola”.

Estremo, sostanzialmente per i contenuti sessuali espliciti e per la cartoonesca violenza di cui è permeato. Divertente perché è un GTA all’insegna del nonsense e delle numerose cazzate da combinare per guadagnare rispetto e fama, quindi, potere. Datato, poiché il comparto tecnico lamenta le magagne e imprecisioni dei sandbox games di qualche anno fa, oltre che una grafica ai limiti dello spartano, con texture grossolane ed effetti pop up marcati. L’immediatezza del gameplay ci permetterà di non perdere troppo tempo per apprendere i comandi, anche se vivremo di fasi alterne perché, carpiti i meccanismi, subentrerà una leggera apatia, dovuta al pout pourri di missioni simili tra loro, orientate alla distruzione/demolizione e al massacro. La cooperazione online aggiunge linfa vitale e maggior coinvolgimento all’avventura che però risente delle carenze tecniche e della concorrenza di altri titoli più blasonati. 

Francesco Erboli

immagini e video di Saints Row: The Third © THQ 2012

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