Pokémon Sole e Luna

Spinto dal successo di Pokémon GO (o forse è il contrario), l’attesa per i due nuovi episodi della serie Pokémon, chiamati Sole e Luna aveva toccato vette piuttosto alte.

Questi due videogiochi, infatti, fanno fare alla serie un bel salto in avanti, soprattutto per quanto riguarda il comparto grafico e la facilità di lettura delle tante funzioni messe a disposizione dei giocatori.

Un detto che circola nell’ambiente recita: “I giovani giocano a CoD, mentre i vecchi giocano a Pokémon”. Le cose non stanno esattamente così, ma questa frase fa capire come dietro alla serie cardine di Game Freak si cela un gioco di ruolo ben più profondo e complesso di quanto colori a pastello, versetti e mostriciattoli buffi facciano credere. Le considerazioni su CoD le faremo in altra sede.

I giochi di Pokémon, infatti, hanno un successo strepitoso perché sono stati in grado di mantenere una base d’utenza storica, affezionata a Pikachu e soci sin dal loro debutto sul mitico GameBoy, sulla quale hanno accumulato nuove generazioni di videogiocatori, catturati dai tanti episodi che si sono succeduti negli anni.

Se da un lato la profondità del sistema di combattimento, delle evoluzioni e della crescita dei pokémon aumentava progressivamente con l’aggiunta di nuove tipologie di mostri tascabili, di mosse e di strumenti, dall’altra l’accessibilità verso i nuovi giocatori è sempre rimasta un po’ al palo, con le tabelle di forza da reperire online e i segreti dell’evoluzione dei pokémon da scovare nei forum.

In Pokémon Sole e Luna si sono fatti dei passi in avanti in questo senso e non sarà più fondamentale conoscere la tabella dei punti di forza e delle debolezze e il nome dei vari Pokémon per capire con chi lottare. O meglio, lo sarà molto meno, dato che la prima volta nella quale incontreremo un avversario non conosceremo le sue caratteristiche, ma dovremo recuperarle da qualche parte o tentare la fortuna.

Una volta registrato all’interno del Pokédex, comunque, sotto ogni mossa comparirà una piccola scritta che ci ricorderà se è superefficace o meno nei confronti dell’avversario. Per gli allenatori più scafati o dopo alcune ore di gioco questa sarà un’informazione supplementare, mentre per i più piccoli sarà sempre un comodo aiuto in grado di renderli un po’ più autonomi.

L’assenza di un doppiaggio in italiano, comunque, non permette ai bambini al di sotto dei 6-7 anni di giocare, vista l’abbondanza di testi, ma questi piccoli accorgimenti, accompagnati da un sistema di controlli che consente di eseguire molte istruzioni anche tramite il tuochi screen, acconsentono anche ai più piccoli di poter prendere l’iniziativa quando giocheranno in braccio ai genitori. O a questi ultimi di poter aiutare efficacemente i loro pargoli nel caso in cui abbiano difficoltà a superare un determinato incontro.

Tra le altre semplificazioni segnaliamo la sparizione delle MN, sostituite da simpatici pokémon giganti che vi consentiranno di volare, di trovare oggetti o di nuotare sugli specchi d’acqua, e la limitazione alla pesca solo in alcuni luoghi. Inoltre alla fine di ogni combattimento potrete coccolare i lottatori in modo da ripulirli dalla sporcizia o per curarli dalla paralisi o dall’avvelenamento.

In questo modo si affezioneranno a voi e saranno più duri da battere, oltre che si mostreranno in tutta la loro morbida coccolosità.

Questi cambiamenti rendono più chiare e meno dispersive alcune meccaniche di gioco, senza per questo modificare in maniera evidente la progressione nella storia o la difficoltà di alcuni scontri.

Anche se sbarcheremo su di un nuovo continente, un arcipelago chiamato Alola, la crescita e la nascita di un nuovo allenatore di pokémon avviene nella stessa maniera. All’età di undici anni gli aspiranti allenatori partiranno per fare il giro delle isole in compagnia di un solo mostro tascabile. Giro che finirà inevitabilmente decine di ore dopo, in compagnia di centinaia di nuovi pokémon e amici.

Ovviamente non potrà mancare un team di “cattivi” che tenterà di mettervi il bastone tra le ruote (il team Skull, veramente comico nel modo di muoversi), così come un pokémon leggendario da conoscere e temere.

Gli ingredienti classici della ricetta ci sono tutti, come tanti oggetti da trovare, il sottile umorismo, il delicato rapporto tra allenatori e pokémon, l’amore per la natura, per la competizione e il divertimento.

Forse non porterà i vostri figli ad uscire di casa come Pokémon Go, ma anche in Sole e Luna ci sono diverse funzionalità che spingeranno gli allenatori ad incontrarsi per scambiare pokémon, strategie e soprattutto per sfidarsi.

Le attività collaterali nelle quali cimentarsi sono tantissime e vanno da un parco giochi da amministrare nel quale invitare gli altri esseri umani e nel quale allenare i propri beniamini, al Pokéresort, una serie di isole paradisiache dove i pokémon possono divertirsi a cercare tesori, allenarsi, rilassarsi o coltivare bacche.

Attività che il più piccolo farà per stare vicino ai propri mostriciattoli, per viziarli e curarli, mentre il “pro” sfrutterà per massimizzare le statistiche del lottatore, per trovare nuovi abbinamenti e costruire la squadra più forte del mondo.

Dal punto di vista tecnico il alto in avanti rispetto al passato è notevole. Pur dovendo confrontarsi con le evidenti limitazioni tecniche del 3DS, Pokémon Sole e Luna è bello da vedere, con stile da vendere, colori brillanti e un’ottimizzazione dei caricamenti e del motore grafico eccellente. Finalmente i mostri tascabili sono in tre dimensioni e abbondano di animazioni e faccette buffe che avvicinano il videogioco alle serie televisive.

Le nuove mosse Z, la specialità dell’isola di Alola che consente ai pokémon di mettere in mostra il loro vero potenziale grazie ad un colpo legato al loro tipo, sono spettacolari e belle da vedere, mentre le musiche sono sempre molto orecchiabili.

In altre parole Game Freak e Nintendo hanno fatto nuovamente centro. Ho passato con mia figlia decine di ore in compagnia di Pokémon Sole e Luna sentendola gridare ad ogni mostro tascabile che compariva a schermo, ridere dopo una vittoria o fare le vocine tenere durante una sessione di coccole. Ma una volta da solo ho potuto sfidare i capitani più forti, ho fatto allenare la mia squadra e cercato la combinazione migliore per sfidare gli altri online.

Al passo in avanti fatto per garantire una più facile lettura delle meccaniche di gioco mi sarebbe piaciuto un passo in avanti anche nella direzione dei veterani che nuovamente dovranno partire da zero. Non tanto per il fatto che dovranno ricatturare tutti i pokémon presenti, quello è uno degli scopi del gioco, quanto si dovranno riascoltare tutte le spiegazioni e non potranno velocizzare le mosse o altre fasi di gioco, scandite da un protocollo rigido, fatto per far evitare errori, ma un po’ macchinoso.