MORTAL KOMBAT

A quasi un ventennio dalla prima, storica e sanguinolenta apparizione, si ricomincia da zero. Gli otto titoli precedenti (soprattutto gli ultimi, in 3D) sono stati cancellati e riscritti per operare la più classica delle rinascite, che dovrà farci dimenticare i troppi bassi vissuti dalla saga nel corso degli anni. La rivisitazione del mito Mortal Kombat comincia dalla storyline, aggiornata e riscritta, ma con radici ben ancorate ai primi due indimenticabili capitoli.

I fatti seguono quelli visti in Mortal Kombat Armageddon, ove Raiden, il dio del fulmine, sta per esser sconfitto da Shao Kahn, sovrano dell’Outworld. Nel tentativo di ribaltare la situazione Raiden ricorre a un’astuta strategia, innescando un classico paradosso temporale: invia telepaticamente reminiscenze future al proprio alter ego del passato, avvisandolo del pericolo affinché possa essere in grado di prevedere le insidie e annullare il soverchiante potere degli avversari, cambiando le sorti dello scontro. Appurate le origini delle preveggenti doti del leader dell’umanità, rivivremo le vicissitudini proposte nei primi Mortal Kombat, facendo luce sulle origini dei combattenti che presero parte alla battaglia, tuttora in corso, grazie a intermezzi dal taglio cinematografico che si alterneranno nei vari capitoli che compongono la massiccia Modalità Storia.

E così, in pieno revival videoludico, oltre a scoprire le vite dei protagonisti, prenderemo confidenza con i controlli e ci avvicineremo alle diverse novità che i ragazzi dei NetherRealm Studios hanno ideato per noi.Sinceramente, chi ha realmente voglia di allenarsi con le varie sessioni di un lungo tutorial? Molto meglio imparare sul campo tutte le devastanti mosse e contromosse che arricchiscono questo rebootdella saga. Ci vorrà un po’ di pratica per assimilare i comandi base, gestibili, fortunatamente, senza le improbabili “mezzelune” da effettuare a manetta con lo stick analogico: quattro tasti per attaccare, uno per parare e i due grilletti per le combinazioni più micidiali, come la X-ray move che consente di ammirare gli effetti del devastante attacco ai raggi X!

Appresi i primi rudimenti, scoprirete che le sfide proposte da Mortal Kombat sono abbordabili fin da subito, non trascendendo in tecnicismi esasperati e coinvolgendoci da subito, calamitando la nostra attenzione più che altro sull’elevato livello di sangue-viscere-ossa visualizzate sullo schermo.I combattimenti sono molto godibili e frenetici, fatto salvo qualche ostico boss (vi dice niente il nome Goro?) che metterà a dura prova i nostri nervi. Restando in orbita single player, non possiamo non menzionare la spettacolare Skalata o la Torre delle Sfide che proporranno tanta carne da macellare in circa trecento combattimenti che, per esser superati, ci obbligano a portare a termine precisi compiti che regaleranno, ai sopravvissuti, i Koins da spendere per sbloccare i bonus della Kripta.

Le numerose e interessanti opzioni dell’offline, a nostro avviso persino più coinvolgenti del multiplayer, non annullano la validità della lotta contro gli sfidanti umani, ma completano un menu capace di accontentare tutti i gusti. Merita una menzione, ad esempio, la modalità Re della Collina, dove vince chi rimane vivo e continua ad affrontare ondate di sfidanti che si alternernano con buona fluidità, senza particolari problemi legati alla rete, per garantire un continuo spargimento di sangue che non conoscerà soste. Gli unici tempi morti, durante i quali dovremo pazientare, sono quelli per la ricerca di stanze ove combattere gli avversari online. Lottatori virtuali per i quali potremo aspettare anche parecchio tempo…

Una volta nell’arena ci dimenticheremo dell’attesa, godendo di pirotecnici e dinamici scontri, è il caso di dirlo, all’ultimo sangue! Splendidi scenari in continua evoluzione ci distrarranno dall’azione a più riprese; ettolitri di plasma investiranno i combattenti, draghi sputafuoco scorrazzeranno nel cielo e pozze d’acido ribolliranno sotto i nostri piedi. L’estasi infernale di scenari apocalittici coinvolgerà tutti i gamer che scopriranno gli infiniti dettagli delle cupe, apocalittiche arene dell’Outworld, ove il caos regna sovrano.

E non finisce qui. L’ottima fattura complessiva di Mortal Kombat si rivela anche nella rispettosa operazione di restyling dei combattenti, ottimamente modellati: li vedremo letteralmente soffrire per i danni ricevuti (splendidi i lembi di pelle fluttuanti) e, fatto salvo in alcuni frangenti di gioco, li osserveremo schizzare fluidamente per lo schermo lanciando raggi, fiotti di sangue e bombe a più non posso, rispettando le caotiche leggi “fisiche” del Regno Esterno. Tutto bene, tutto bello, ma limitato alle sole fasi di pestaggio: le cut-scene che narrano la storia dei combattenti sembrano un po’ troppo datate e in queste occasioni i personaggi appaiono legnosi e poco fluidi nei movimenti. E non è finita qui, ahinoi. Ve ne accorgerete non appena sentirete gracchiare i protagonisti: a caldo, non ci sembra di aver mai sentito un doppiaggio peggiore. Le voci degli attori sono del tutto inappropriate e la “recitazione”… non appena sentirete la voce di Johnny Cage o l’interpretazione di Shang Tsung vi pentirete di avere l’audio acceso! Ciliegina sulla torta, le voci hanno anche il volume “sbilanciato”, per cui andrà corretto con il telecomando…se si vuole capire la trama. Altrimenti… ‘non ti curar di loro, ma guarda e passa’. Nemmeno le musiche o gli effetti speciali si elevano oltre la scadente media del comparto sonoro che condiziona tutto Mortal Kombat. Spesso non ci accorgeremo nemmeno dei brani (hard rock o metal che siano) e allungheremo l’orecchio solo in occasione di qualche esplosione o urla di dolore. Poca roba, fatta male.

Si poteva naturalmente osare di più, non soltanto per il comparto grafico, che denota lacune principalmente nella parte non giocata (e quindi si può soprassedere), ma soprattutto per uno scadente e deprimente sonoro del quale avremmo fatto sicuramente a meno. La giocabilità è immediata e, se supportato da almeno un’oretta di training, schizzerà alle stelle il coinvolgimento, in maniera direttamente proporzionale alle ossa rotte e al sangue versato. Inutile dire che mazzuolando amici vicini e lontani il divertimento è assicurato per molto tempo, almeno fino al prossimo episodio. Come aggiunta finale, scatta il paragone con l’ultimo capitolo del rivale storico della serie, Street Fighter IV: il gusto di chi scrive premia Mortal Kombat per la sua maggiore immediatezza e dinamismo. Giusto per ribadire, il titolo di NetherRealm perde miseramente il duello solo nel comparto audio… Per il resto, giocateci e poi sappiateci dire. Ovviamente, de gustibus

Voto 8,0