Invizimals: The Lost Kingdom

In un periodo in cui i riflettori del palcoscenico video ludico sono puntati su PS4Xbox One e i loro titoli in uscita, di conseguenza gli altri prodotti passano inosservati o quasi. Non che in questi ultimi tempi ci sia stato di meglio, tuttavia ci sono giochi che sono pronti a salpare ancora su piattaforme old-gen e che probabilmente sapranno dire la loro, come il prossimo Battle of Z. Vedremo cosa succederà. Nel frattempo, un titolo che non è stato praticamente considerato e di cui si è parlato pochissimo è Invizimals: The Lost Kingdom, capitolo dedicato ai mostri concepiti dalla società spagnola Novarama, i quali sono stati portati su console da Magenta Software. Un gioco rivolto maggiormente ai più piccoli, ma che sarebbe dovuto essere fruibile un po’ da tutti: eppure, nessuno ha speso parole al riguardo. Perché?

Un mix malriuscito

Partendo con la consapevolezza che gli Invizimals sono creature invisibili all’occhio umano e importante oggetto di studio, vestiremo i panni di Hiro, un adolescente cui è stata una missione importantissima: studiare gli Invizimal ma soprattutto aiutarli a contrastare la minaccia degli Xtractor. Non viene spiegato il motivo per cui è affidata proprio ad un ragazzino una missione di tale importanza, il tutto appare così forzato e caotico, con una narrazione tutt’altro che hollywoodiana. Insomma, è vero che il titolo per lo più indirizzato ai minori, ma è anche vero che persino chi ha poca esperienza nel settore si accorge di trovarsi davanti ad un gioco assolutamente scadente del punto di vista della trama. Ebbene, gli sviluppatori avranno voluto stupire il pubblico concentrandosi su altri aspetti, evidentemente. Questo è quello che qualsiasi giocatore pensa dopo aver dato un primo sguardo a Invizimals: The Lost Kingdom, deluso dalla scelta narrativa. E invece, dando inizio all’avventura di Hiro ci si accorge subito che i problemi più grandi del gioco non affliggono la trama: il che fa venire i brividi. Tanto per cominciare è bene specificare che The Lost Kingdom è un platform 3D, il quale ci trasporta in ambientazioni fantastiche appartenenti ad un mondo piuttosto colorato. Peccato che ogni livello sia veramente poco curato a livello visivo, messo lì soltanto per far da contorno. Insomma, di platform riusciti ne abbiamo tanti su PS3, per cui ricadere sulla scelta di un gioco del genere sarebbe veramente un errore: il titolo prende spunto da Ratchet & Clank e Skylanders, ma evidentemente non riesce a trarre beneficio ma nessuno dei due. Forse perché non abbiamo visto niente di nuovo in questo gioco, trovandoci costretti a dire che è davvero povero di innovazioni. Insomma, risolvere semplici enigmi e saltare da una parte all’altra cercando di non cadere nel burrone di turno è qualcosa che troviamo in ogni titolo appartenente a questo genere: forse gli sviluppatori hanno pensato di attirare il pubblico grazie alla trasformazione del protagonista in Invizimals, ma a volte chi pecca di superficialità viene punito irrimediabilmente.

Xiong Mao o Chupakabra?

Il cuore pulsante del gameplay è senza ombra di dubbio la possibilità di trasformare Hiro in una di queste speciali creature: il personaggio principale non ne assumerà soltanto le fattezze, ma sarà capace di sfruttare anche le loro abilità e poteri. Potremo quindi diventare Xiong Mao e sfruttare la sua forza fisica per spostare grosse rocce o tirare leve, distruggere pareti interne grazie a Minotaur oppure planare utilizzando Chupakabra. Questi sono soltanto tre degli Invizimals in cui avremo la possibilità di tramutarci, i quali saranno in tutto ben… 100! No, magari. In tutto saranno una ventina le trasformazioni possibili e molte di queste cambieranno soltanto per aspetto, mantenendo gli stessi poteri e risultando pertanto inutili. Inoltre, altra vera pecca che abbiamo riscontrato nel testare Invizimals: The Lost Kingdom è la scarsa giocabilità che il titolo ci offre. I comandi sono macchinosi, ma più che altro c’è una risposta input/output eccessivamente lenta, che si traduce con salti in ritardo o colpi che vanno a segno senza una logica ben precisa. Sì, perché nel gioco oltre alle varie fasi salta ed esplora, ci troveremo anche a che fare con le creature nemiche, dando il via a combattimenti piuttosto scialbi. La scarsa reazione nei comandi di cui abbiamo parlato poco prima causa problemi anche dal punto di vista della fisica: a volte si ha la sensazione che i nostri colpi non siano andati a segno, perché non c’è contatto o comunque arriva in ritardo. Suvvia, va bene che Invizimals: The Lost Kingdom è particolarmente consigliato ai più piccini, ma spesso e volentieri i bambini ne capiscono più di noi in quanto a videogiochi…

Commento finale

La superficialità e la leggerezza con cui è stato sviluppato The Lost Kingdom è stata probabilmente la lancia che ha trafitto il titolo. Sono troppi gli aspetti che non vanno, che sarebbero stati da rivedere a fondo e che sicuramente rendono insoddisfatto l’acquirente: si parte dalla trama per arrivare al gameplay, abbiamo visto senza dubbio di meglio sulle piattaforme di terza generazione. Forse la causa di un simile insuccesso è anche da ricercarsi nell’uscita del gioco in concomitanza con il titolo PS Vita, la quale potrebbe essere stata forzata. Speriamo che gli Invizimals sappiano tirare fuori il meglio di loro nei prossimi titoli!