SCHEDA DEL GIOCO
Genere: Avventura
Prodotto da: SCEE
Sviluppato da: Japan Studio/Bluepoint Games
Distribuito da: SCE Italia
N° Giocatori: 1
Note: Localizzato in italiano, supporta 3D stereoscopico e trofei.
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Come accade per ogni console che gode di una lunga vita, l’enorme softografia di PS2 è costellata di titoli francamente dimenticabili, di altri buoni, se non ottimi, e di gemme assolute. In quest’ambito, ad emergere come preziosi cristalli, in mezzo a una torma di franchise plurireiterati, spiccano due titoli: Ico e Shadow of the Colossus. Due uscite uniche, per le quali si può spendere l’aggettivo “seminali”, poiché, per quanto non abbiano goduto del successo di massa che avrebbero meritato, hanno segnato passi avanti nel game design la cui eco si riverbera ancora oggi. Ora, grazie all’ultima “moda” di rimasterizzare in alta definizione alcuni “vecchi” titoli, chi non ha avuto occasione di avvicinarsi a queste due creature digitali, entrambe firmate Fumito Ueda, ha modo di recuperare il tempo perduto, impossessandosi di ICO & Shadow of the Colossus HD.

Di questa riedizione si è occupata Bluepoint Games, ormai specialista del genere, dopo la God of War Collection e con la futura riproposizione di Metal Gear Solid 2 e 3. Sotto la supervisione del Team ICO, lo studio texano ha sfruttato la forza di PS3 per riportare alla luce i due gioielli di cui andiamo a parlarvi!
Partiamo da ICO, presentato, per la prima volta, in formato panoramico, oltre che in versione “lucidata”. Dal punto di vista dell’impatto grafico, il titolo appare più nitido e limpido, pur non mancando di regalare i suoi tipici attimi di luce accecante o di nebbia che alimenta l’effetto di profondità e caratterizza un po’ tutta l’atmosfera di gioco. Reindossare i panni del ragazzino con le corna significa rivivere la sua parabola: da vittima sacrificale donata alla “strega” del castello a eroe impegnato stoicamente nell’impresa di fuggire dalle mura del maniero, portando con sé, letteralmente per mano, la tenera Yorda. Vuole anche dire potere ammirare nuovamente lo straordinario level design messo in piedi da Ueda e dal suo piccolo team, un esempio di coerenza stilistica, efficienza visiva e solidità artistica. L’architettura del castello, infatti, ancora oggi stupisce per la sua concretezza. Spostarsi da un ambiente a quello successivo, avendo la possibilità di tornare sui propri passi con lo sguardo, regala al giocatore la sensazione di essere lì, in un posto fisicamente esistente che diventa rapidamente anche un luogo della nostra mente.

Stanze, saloni, scalinate, giardini, balconi, torri, sotterranei. Ma anche vertiginose scogliere, ricoperte da tenera erbetta, dai cui bordi è possibile quasi sentire sulla pelle la brezza che spira dal mare e alimentare, così, la nostra speranza di fuga. Scorci che rimangono impressi per sempre nella memoria, accompagnati dai tanti momenti magici che ICO ci permette di vivere. La risoluzione degli enigmi ambientali, la scoperta di un passaggio segreto, la lotta con le creature d’ombra che vogliono riportare Yorda nel loro mondo senza luce… Tanti attimi semplicemente memorabili, che è un vero piacere ritrovare. È opportuno, per quanto ci riguarda, far passare un po’ di tempo prima di affrontare per la seconda volta il gioco. Proprio per la sua forte presenza tra i nostri ricordi, e a causa della sua sostanziale brevità (mediamente, lo porterete a termine in cinque ore), la rigiocabilità a breve termine di ICO è senz’altro bassa, a meno di non puntare allo sblocco di qualche piccolo bonus segreto.

Questa versione HD, dunque, restituisce in ottima forma al grande pubblico un tassello fondamentale nella storia del game design e, per i meno attenti a questi aspetti, un gioco intelligente, divertente e che riesce a comunicare, con pochissime parole e semplici gesti, molto più di quello che certe ambiziose mega-produzioni riusciranno mai a fare.
Se nel caso di ICO HD, dunque, ci troviamo di fronte a una versione ripulita di quello che era un gioco perfetto, se scegliamo di affrontare Shadow of the Colossus HD ci accorgiamo che sotto i nostri occhi si sta quasi consumando una vendetta! Sì, è vero, la parola è un po’ grossa, ma bene esprime, crediamo, i sentimenti dei programmatori che avevano fatto una fatica del diavolo per far girare un gioco così ambizioso sull’hardware PS2 e ora, invece, possono contare sui “cavalli vapore” di PS3. La seconda creatura di Team ICO, infatti, aveva spinto al limite il monolito di Sony e il risultato finale, pur regalandoci un titolo assolutamente unico e memorabile, aveva esposto il fianco a critiche relative a frame rate ballerino e dintorni.

Diciamo la verità: non essendo “nativo” per PS3, Shadow of the Colossus HD lascia intravedere, sotto l’aspetto visivo, ulteriori possibili migliorie. Ma la sua raffinatissima struttura che adattava in tempo reale la qualità delle texture (da bassissima per gli elementi in lontananza ad alta per quelli in vicinanza) permane, e quella che all’epoca (2005) era una tecnica per certi versi rivoluzionaria ora, in HD, mostra in modo più evidente il suo trucco, soprattutto nel corso degli spostamenti veloci di inquadratura. Niente di male, comunque, perché se è vero che la “ripulitura” ha anche sottolineato maggiormente qualche difetto (collisioni e compenetrazioni, soprattutto) è altrettanto vero che uno degli elementi più spettacolari del gioco ne ha guadagnato esponenzialmente.

Parliamo dei colossi, i protagonisti delle sedici boss-battle che punteggiano il gioco. Creature dal design straordinario e per certi versi ineguagliato, queste “bestie” gigantesche paiono, ancora più che un lustro fa, semplicemente vive. Caratterizzate da animazioni curatissime e, finalmente!, senza esitazioni di sorta, riescono a esprimere tutta la loro vitalità, la forza della natura che incarnano, e a incuterci ancora più timore. Ancora una volta, scalare i loro corpi mastodontici per raggiungerne i punti vitali sarà un’impresa tanto epica quanto malinconica e il loro crollo al suolo, al termine della battaglia, regalerà una nuova stilettata al cuore del giocatore.

Di nuovo, infatti, come quando ci siamo immersi nel titolo per la prima volta (e un po’ come accade, per certi versi, in ICO), ci accorgiamo che sono le cose non dette, ma suggerite dagli eventi, dai gesti e dall’epica colonna sonora di Kow Otani ad alimentare il coinvolgimento di chi impugna il pad. Chi non ha mai giocato a Shadow of the Colossus, infatti, sappia che, se vi si avvicinerà, magari grazie a questa riedizione, si dovrà preparare ad affrontare un avversario inaspettato: le proprie emozioni, anche contrastanti. La tensione emotiva, man mano che la storia prosegue, si fa sempre più forte, anche se il gioco non lesina momenti di bucolica poesia, di vigorosa avventura, d’incantata esplorazione e osservazione di un mondo che, come il castello della strega, è facile scambiare per un luogo reale ed è facile vederlo tramutarsi in un posto familiare, facente parte del nostro vissuto.
Se per voi ICO e Shadow of the Colossus sono solo due titoli che avete sentito nominare, l’occasione offerta da questa raccolta HD è di quelle da non perdere (dato anche il prezzo invitante). Per coloro, invece, che avessero già assimilato i due titoli diretti da Fumito Ueda, l’opportunità di riscoprirli, ripuliti, più fluidi e spettacolari che mai, crediamo rappresenti una tentazione a cui sarà difficile resistere!
Luca Del Savio
immagini e video di ICO & Shadow of the Colossus HD © SCEE 2011



