Far Cry 3

A quattro anni dall’esperienza africana di Far Cry 2, Ubisoft Montreal ci porta tra le rigogliose terre e i mari cristallini delle Rook Island per farci vivere l’avventura di Far Cry 3. Le isole tropicali tornano protagoniste della saga, dunque, dopo Cabatu, quella che, nel primo Far Cry, aveva ospitato l’esordio della serie e aveva saputo mettere in luce tutte le qualità degli sviluppatori di Crytek e del loro engine. Qui, però, non indossiamo più i panni di un ex-soldato, super addestrato, come Jack Carver, bensì di un ragazzo “qualunque” che presto sarà costretto ad imparare a sopravvivere in un ambiente a tratti selvaggio e infestato di pericoli di ogni genere.

Jason Brody, infatti, è uno studente universitario, lanciatosi in una folle vacanza in compagnia di due fratelli, la fidanzata e altri tre amici. Presto, il sogno di un’escursione in una sorta di paradiso terrestre si trasformerà in un incubo, quando i nostri vacanzieri si ritroveranno nelle mani di Vaas Montenegro e dei suoi mercenari. Questi pirati moderni hanno occupato le isole, trasformandole nella base operativa per i loro traffici e, quando Brody riuscirà a sfuggire, a caro prezzo, dalle grinfie del folle Vaas (splendidamente caratterizzato), dovrà affrontarli con ogni mezzo a sua disposizione per cercare di salvare i suoi compagni rapiti.

E quando parliamo di “con ogni mezzo” intendiamo tutti quelli che l’isola e chi la abita ci metteranno a disposizione. Le armi ci verranno fornite nei villaggi (sia acquistate che donate dagli abitanti, man mano che la nostra opera di “pulizia” ci farà guadagnare fama e riconoscimento) o le raccoglieremo dai nemici sconfitti; vari mezzi saranno disseminati ogni dove e potremo così metterci al volante di auto d’antan, jeep e fuoristrada vari, ma anche pilotare moto d’acqua, motoscafi e deltaplani. Saranno proprio questi ultimi a regalarci i maggiori brividi, dandoci una notevole sensazione di libertà e velocità, oltre che permettendoci di goderci i panorami dall’alto. Altre sensazioni “forti” verranno garantite dagli allucinogeni che assumeremo per compiere alcune missioni e per ampliare i nostri sensi in determinati punti dell’avventura: trip decisamente stranianti, seppur pilotati, ma dall’indubbio fascino.

Tutti questi elementi risveglieranno l’istinto di esploratori che alberga in noi. I nostri spostamenti saranno principalmente dettati dalla necessità di “liberare” le diciotto torri di trasmissione sparse per l’isola. Ognuna di esse ci porrà di fronte a un puzzle piattaformico differente e, come accade in una celebre fase di gioco dei vari Assassin’s Creed, quando giungeremo in cima ci verrà rivelata l’intera mappa dell’area circostante, con tanto di tesori, erbe da raccogliere e punti d’interesse. Come nell’ultimo episodio della saga degli Assassini, anche in Far Cry 3avremo la possibilità di cacciare, animali più o meno ostici e più o meno aggressivi. Una volta ottenuta la loro pelle, faremo ricorso a un semplice sistema di crafting per costruirci fodere, custodie, faretre o ampliare le nostre capacità di portare con noi oggetti e armi. Oltre alla fauna, sfrutteremo anche la rigogliosa flora dell’isola, raccogliendo piante e combinandole tra di loro per creare antidoti e pozioni in grado di potenziare le capacità del nostro Jason.

Così facendo, con un sistema di progressione quasi ruolistico, vedremo crescere il nostro personaggio e le sue abilità: senza arrivare ai superpotenziamenti della Nanosuit di Prophet (ovviamente stiamo parlando di Crysis), con l’avanzare del gioco aumenterà il senso di forza, di sicurezza e di libertà d’azione e Far Cry 3 ci metterà in mano sempre una miriade di possibilità di scelta… per poi magari fregarci con un incontro casuale! Vi assicuriamo che non passerete dei momenti piacevoli quando vi troverete addosso le zampacce di una tigre, magari all’improvviso, mentre stavate sbirciando da lontano i movimenti in un accampamento nemico!

Tornando un po’ su quanto appena detto, non è propriamente vero che nel titolo Ubisoft potremo fare “sempre” ciò che vogliamo: alcune fasi stealth, ad esempio, ci costringeranno quasi a dei percorsi obbligati e ad agire solo ed esclusivamente seguendo la condotta furtiva che ci viene richiesta. Se dobbiamo essere sinceri, questi passaggi – che mettono anche in evidenza un’IA poco convincente – sono le uniche note stonate di un titolo che, nel suo complesso, fa apprezzare pienamente al giocatore la sua natura sandbox, lasciando a chi impugna il controller un’ampissima libertà di azione e di movimento.

Ad aggiungersi al mix esplosivo di Far Cry 3 ci sono gli scontri a fuoco (via via più convincenti) e una buona scelta riguardante gli armamenti, le missioni secondarie, quelle a tempo, le raccolte di tesori e quant’altro (con tanto di mappe acquistabili a caro prezzo), oltre ai mini giochi. Elementi che ai più ricorderanno, nuovamente, alcune caratteristiche di Assassin’s Creed. Solo che, in questa occasione, Ubisoft Montreal ha immesso nella miscela un elemento che talvolta latita nella blasonata saga di Altair, Ezio e soci: il puro divertimento!

Un divertimento che ritroviamo anche nel comparto multiplayer di Far Cry 3, soprattutto nelle modalità cooperative, sia off che online. La co-op ci porta a vivere una nuova avventura, appositamente pensata per questa modalità e sganciata dalla storia principale. Ci ritroviamo, così, sei mesi prima delle vicende di Jason, ad affrontare, nei panni di quattro scampati a un abbordaggio pirata, sei capitoli ricchi di avvenimenti e di cose da fare: da semplici schermaglie a corse sui vari mezzi, da difenderci da un assedio alla conquista di una postazione. Ben orchestrato e coinvolgente!

Longevo, decisamente buono tecnicamente (immaginiamo che su PC ci sia da leccarsi i baffi), ricco, graziato da un ottimo comparto audio (doppiaggio e colonna sonora) e, lo ripetiamo, divertente: Far Cry 3, per noi, è il titolo dell’anno, tra quelli sfornati da Ubisoft. Da non perdere!

Overall Score 9,4
Grafica:9/10
Sonoro:9/10
Gameplay:10/10