Borderlands 2

Quando ormai pensavamo di potercela spassare su Pandora, subiamo di nuovo la più improbabile delle chiamate alle armi. Tre anni fa abbiamo guidato, con successo, l’attacco alla Cripta, impadronendoci di tutti i tesori presenti, razziandola. Avevamo trovato il nostro Eldorado, avremmo potuto goderci la dorata vecchiaia… ma anche no! Infatti, gli eventi narrati, avranno poco o nulla da spartire con le vicissitudini del manipolo di mercenari impegnati nel precedente scoperchiamento del “vaso di Pandora”. Il fattore in comune tra Borderlands e Borderlands 2 è comunque l’ambientazione da western post olocausto nucleare, oltre alle tonnellate di differenti armi a disposizione.

Abbattuto il Distruttore, uno strano minerale ha cominciato a far la sua comparsa sul pianeta: l’Eridium, divenuto presto preziosissimo per l’impiego nella produzione di ordigni bellici. E dal fitto sottobosco criminale presente su Pandora è emerso uno strano leader: Jack il Bello, che, come vedremo, farà il diavolo a quattro per mettere le mani sulle importanti rocce rosa. Naturalmente, il mondo alieno non è popolato solo da malviventi, ma anche da gente normale (o almeno, che appare tale) che vorrebbe evitare di avere un pericoloso dittatore sopra le proprie teste. A Sanctuary sorgeranno i Crimson Raiders, un drappello di banditi meno malavitosi di altri che vorrebbe scalzare dalla vetta il bellimbusto in questione. Nel mezzo ci sono tutti i clan di assassini, tagliagole, stupratori e compagnia, e ci siamo noi, i Cacciatori della Cripta, con il compito di… beh, dai, scopriamolo giocando! Ma anche no, ve lo diciamo noi: dobbiamo spodestare il boss della Hyperion, appunto, Jack il Bello.

Gli sviluppatori sono, ovviamente, i tipi ganzi di Gearbox che hanno dato alla luce il primo Borderlands e sono poi scivolati pesantemente con Duke Nukem Forever. Fingendo che nulla sia accaduto (d’altronde il gioco del Duca era scivoloso di per sé…), non ricollegandoci nemmeno a tutta la loro produzione, vogliamo fissarci solo sul titolo precedente, pregustando già le meraviglie che faranno sprizzeranno pixel alla nostra console di fiducia. Armati di belle speranze, fiduciosi dunque, non ci resta altro da fare che scegliere il nostro mercenario personale, tra i quattro a disposizione e goderci le numerose ore che ci attendono una volta deragliato il treno. Già, perché la folle avventura parte proprio da un incidente ferroviario, dopo l’introduzione degli antieroi impersonabili, che, non volendo compilare la lista della spesa, vi menzioneremo rapidamente: Salvador, il nerboruto gunzerker (per sapere cosa sia, giocateci!), Zero il letale ninja assassino che sfrutta l’illusione, Maya la sirena, abile nell’utilizzo di un potere quantomeno esotico per difendersi, rianimare e ammazzare, e concludiamo la carrellata con Axton, il commando, avente come supporto una robotica torretta per splatterare al meglio i nemici.

Inutile aggiungere che il personaggio scelto ci obbligherà a un approccio differente al titolo: se avete voglia di gunzerkerare (ci piace il termine!) non prenderete di certo la sirena. Se già il manipolo di mercenari di Borderlands 2 sembra bizzarro, aspettate di conoscere i numerosi NPC presenti nel gioco: ne troverete uno più coglione dell’altro, per un divertimento che trascende l’aspetto visivo. Aspettatevi anche dialoghi al limite del nonsense, con battute e gag politicamente scorrette a ripetizione a partire dall’amato Cl4pTr4p il nostro cicerone robotico che ci sottoporrà la prima missione dell’avventura. Da qui sarà un continuo inanellarsi di incarichi primari e secondari che ci faranno esplorare tutta, ma proprio tutta, la topografia del pianeta.

E ne vedremo delle belle. Ogni elemento, riprodotto grazie al sapiente uso del cel-shading – che conferisce un aspetto cartoonesco al tutto, ricrea un mondo di sopravvissuti, con baracche e baraccopoli che sorgono ovunque, in ogni anfratto possibile. Dalla vetta del monte più alto alle rive dei mari, ciò che balzerà all’occhio saranno cumuli di detriti e macerie, oltre alle casse contenenti il “bazzilione” di armi e munizioni che utilizzeremo. Nonostante la desolazione che regna sovrana, ogni ambiente sarà carico di particolari e stilizzato alla grande! L’emozione di giocare un fumetto non scemerà mai, perché la marcata impronta “comic-book” si percepisce dall’inizio alla fine. Certo, mancheranno scorci panoramici e cinematografici tipici di altri titoli che puntano fortemente sull’impatto visivo, ma questo non è sinonimo di pessima realizzazione grafica, anzi!

In Borderlands 2, la costruzione dei paesaggi di lamiera e ferro, tutti arroccati e carichi di rifiuti, magari formati anche da navi incastrate nella pietra, strutturati su più livelli e che s’intersecano l’uno nell’altro, evoca al meglio la vita ingarbugliata e nervosa che gli “abusivi” conducono. L’accattivante e caotico level design è cosi immersivo che quasi per caso ci accorgeremo del mutare del tempo atmosferico sul pianeta e che al giorno segue la notte. Tutto è cosi vasto, “sgarrupato” e pieno di pericoli (non solo umani) che apprezzeremo meglio i singoli pertugi nei quali ci infileremo per nasconderci. Nelle desolate terre – costellate di cactus elettrici e fauna aggressiva quali Skag, Bullymong e Rakk – sarà un continuo correre e sparare. La terza incarnazione dell’Unreal Engine sposta tutto velocemente, alla velocità della luce, e non risentiremo affatto dell’elevato numero di personaggi e mostri presenti contemporaneamente nei nostri paraggi. Esplosioni, fumi tossici e fulmini elettrici non rallenteranno minimamente la fluidità del nostro massacro.

Ed è proprio questo il leit motiv che fa da collante tra le “kilate” e “kilate” di missioni. Tutte le quest, dalle primarie a quelle bonus o extra, condivideranno per lo più il medesimo fine: spostarsi dal luogo A al B e disintegrare ogni essere nemico, con la scusa di prendere un registratore, un pacchetto, ammazzare qualcuno. Non ci sarà da preoccuparsi, però: la noia, qui, non esiste. Tra ammazzamenti e risoluzione di problemi, riceveremo “fraccate” di punti esperienza da spendere per amplificare le skill a nostra disposizione, rendendoci sempre più letali. E, se da soli annulleremo la nostra vita sociale, giocando in co-op, in rete, raggiungeremo l’apice del divertimento. Più nemici, più ricompense, più goduria! Immaginate una camionetta da quattro posti carica dei nostri amici che sparano all’impazzata ovunque: cose cosi non hanno prezzo, anche perché il matchmaking non è di certo lento e l’esperienza che ne consegue, credeteci, sarà una delle più esagerate mai provate. Se non bastasse, provate a notare come si muovono i criminali di Pandora; non avanzeranno solo frontalmente, ma tenteranno anche sortite alle nostre spalle, aggirandoci o piovendoci addosso dall’alto, bombardandoci e sparacchiando a più non posso. E l’aggressione sarà anche verbale. Dei veri signori, insomma!…

Quello che più colpirà i nostri padiglioni uditivi saranno gli epiteti che grandineranno come enormi chicchi di ghiaccio. L’iperbole surreale del nostro paragone vuole forzatamente seguire la scia dell’esilarante “banchetto di piscio e occhi”, più volte nominato nel corso delle missioni di Borderlands 2. Lo sappiamo: detto cosi può sembrare incomprensibile, ma non appena udrete tutte le fantasiose esclamazioni ingiuriose, oltre a morire dalle risate, capirete cosa vogliamo sottolineare. Ebbene sì, il sonoro è sboccato, scorretto, irriverente e fottutamente comico. Certi fantasiosi improperi ci faranno scassare dal ridere anche a distanza di tempo, cosi come i dialoghi, divertentissimi anche durante gli avvenimenti più tesi, non mancheranno di alleggerire un titolo già di per se ilare e per nulla cupo. Laddove le musiche sono inesistenti, fatto salvo un solitario e allegro banjo che, come ogni western, accompagna i (moderni) cowboys, il parlato basterebbe da solo per reggere l’intero titolo. Fa sbellicare, senza mezzi termini.

L’apocalittico Borderlands 2, dunque, incredibile mix tra Rage e Fallout, grazie anche al riuscitissimo miscuglio FPS e RPG espande e amplia la precedente avventura della ricerca della Cripta. La longevità è pressoché eterna, e le migliorie grafiche, dovute a nuovi accorgimenti tecnici, sono evidenti fin da subito, anche se la pecca delle ambientazioni poco interattive della prima uscita rimane immutata (una mega bomba su una casa avrà il solo effetto di procurare una lieve bruciatura). I folli, scompiscianti dialoghi ci faranno amare tutti, ma proprio tutti i malsani personaggi che troveremo e, la giocabilità, evvai!, è istantanea, nonostante la difficoltà del titolo sia leggermente sopra la media. Borderlands 2 è immenso e, grazie a continui richiami cinematografici e ludici, può fornire diverse chiavi di lettura. Ci rimane da dire una cosa importante: chi lo compra, si verdrà azzerata la propria vita sociale. Giocatore avvisato…

Overall Score 9,5
Grafica:8/10
Sonoro:9/10
Gameplay:9/10