BioShock Infinite

Tre anni fa eravamo “imprigionati” sotto gli oceani, in una città, Rapture, che faceva acqua da tutte le parti e vestivamo i metallici panni di un Big Daddy. Le terrificanti, folli risate della gente impazzita ci bucavano i timpani e ci facevano rabbrividire, complici le claustrofobiche ambientazioni ove eravamo confinati. Dall’Inferno al Paradiso: ora, con BioShock Infinite, ci troviamo in cielo e l’unico apparente legame con il passato è la meravigliosa, peculiare veste grafica. Gli Irrational hanno ripreso le redini di uno dei migliori FPS mai apparsi su console: dire che ne sentivamo la mancanza è puro eufemismo perché non vedevamo l’ora di tornare a BioShock!

Alcuni titoli segnano i giocatori più di altri. Nel nostro caso, cosi è avvenuto per BioShock 2Batman: Arkham City e Far Cry 3. Vogliamo provocatoriamente fermarci qui con la lista della spesa, perché ora è il momento di scoprire quello che avviene in alto, tra le nuvole. Dopo le profondità di Rapture, dicevamo, con BioShock Infinite lo scenario si sposta su Columbia, città volante situata in qualche angolo di cielo. Non indossiamo più l’imbracatura metallica dei Big Daddy, nè tantomeno aiutiamo bimbe “perdute”: ci troviamo nei panni di un investigatore/avventuriero d’inizio ventesimo secolo che risponde al nome di Booker DeWitt. Abbiamo contratto un enorme debito e, per ripianarlo, siamo costretti a salvare una gentil pulzella prigioniera da qualche parte nella città tra le nubi e legata in qualche modo ad un enorme uccellaccio meccanico.

La situazione inizia a precipitare, scusate l’assurdo gioco di parole, una volta nell’ascensore/faro che ci porterà a destinazione: qualcosa di sinistro comincia a serpeggiare, ma l’idilliaca e luminosa città fluttuante maschera bene la propria follia che, come una bomba a tempo, esploderà in tutta la sua violenza da lì a poco. La ricerca di Elisabeth ci farà subire le ire del profeta Comstock, il leader dei religiosi “volanti”, e ci farà conoscere quanta pazzia sia celata sotto la lucente patina di Columbia. Ci scontreremo con diversi personaggi di spicco e presto non riusciremo più a capire chi siano i buoni e chi i cattivi, perché le carte verranno sovente rimescolate, anche grazie alle abilità della ragazza che dovremo salvare, capace di aprire squarci su universi paralleli, non sarà facile comprendere con precisione chi sia dalla parte del giusto e chi no. E se sbagliassero tutti? Questo teatrino dell’assurdo continuerà per tutto il gioco, con autorità impazzite che, come nel romanzo 1984, continueranno a inculcare nella gente assurde motivazioni per proseguire nella propria crociata.

La trama, quindi, partirà quasi banalmente, con uno dei più abusati canovacci narrativi: l’eroe per caso deve salvare la pulzella dalle grinfie di personaggi malvagi. Da qui, però, si aprirà a ventaglio, svelando diverse sotto trame che ci porteranno a vivere vari scontri con capi più o meno carismatici, personaggi che solleveranno parecchi dubbi sulla vita di Columbia e sui suoi cittadini. Dopo l’impressione iniziale di esser arrivati in paradiso (notare la lettera minuscola) percepiremo piano piano la follia che anima i discorsi dei politici, degli industriali e dei PNG di alta estrazione sociale, le cui parole appaiono molto vicine a quelle di sette religiose e razziste tanto in “voga” nell’America di un tempo.

Com’è facile notare, la storyline da leggera diventa apparentemente pesante, ma tutto è costruito solo in funzione ludica e  le questioni più spinose rimangono comunque sullo sfondo. Cio che permea BioShock Infinite è la pazzia, un elemento che ricorderà molto da vicino i precedenti titoli della serie. Ogni folle persona, dai pacificatori ai ribelli, non adotterà strategie peculiari per scontrarsi con noi: tutti ci assaliranno frontalmente, al massimo tentando di trovare riparo dietro a mucchi di masserizie… ma saranno solo carne da macello. Il gameplay – che a tratti, per numero di nemici, struttura e ambientazioni ricorda moltissimo Dishonored – è lineare e immediato da apprendere: i poteri del Vigor e delle varie armi a disposizione, se ben usati, non finiranno mai, perché le ricariche abbonderanno. Alle dinamiche di questo strano FPS si aggiungono quelle ruolistiche, con vestiti da indossare che modificano alcune capacità magari a discapito di altre; inoltre, l’introduzione dell’arma rotante nota come sky-hook estende il respiro del gioco, permettendoci di aggrapparci a sky-line (leggasi rotaie) per muoverci sulle casefluttuanti e attaccare i nemici dall’alto. Questo genere ibrido funziona molto bene e cattura subito la nostra attenzione, non limitandosi ai meri combattimenti, ma indirizzandoci a esplorare la città e le abitazioni, luoghi degli accadimenti, poiché nascondono molti gingilli preziosi, monete e quest secondarie che, se non altro, arricchiranno gli avventurieri che si addentreranno negli oscuri sobborghi della metà operaia della città.

Gli sporchi suburbi, localizzati, nemmeno a dirlo, nella parte più bassa possibile del paese delle nuvole, non sono l’unico teatro di battaglia dove i rivoltosi, guidati dall’ambigua Fitzroy, massacreranno i pacificatori. Nemmeno questi ultimi si fanno scrupoli nel segregare, seviziare e uccidere persone dal colore diverso dal loro, nei piani alti della città. Le due facce di Columbia, oltre che dalle differenti tonalità di colore, sono ben contrapposte anche in quanto a luminosità e pulizia: i bianchi godono di spiaggia, bagni puliti e meravigliose manifestazioni e fiere; gli “altri” hanno sostanzialmente soltanto la sporcizia. Contraddizioni illustrate con cura, così come i paesaggi che potremo ammirare dalle balconate delle case; un continuo fluttuare di palazzoni che si muovono dolcemente tra cirri e nembi. 

L’architettura delle vie e delle strade, anche quelle celesti, è magnifica, e non manca di riversare tutto il suo fascino negli occhi dello spettatore…perlomeno dalla media e lunga distanza! Infatti, non è tutto oro quello che luccica: avvicinandosi agli oggetti inorridiremo di fronte a texture composte da pixel “grossi così”! Lo ammettiamo, siamo rimasti sconcertati perché la qualità grafica è altalenante e non così curata come può sembrare a prima vista. Gli scenari sono mozzafiato, certo, ma solo se osservati in campo lungo; da vicino balzano all’occhio le scalettature modello LEGO e una staticità di fondo imprevista. Ad esempio, non siamo riusciti a passare oltre alcuni palloni da spiaggia perché impedivano la camminata, abbiamo dovuto aggirarli: tutto sembra essere fissato allo scenario con i chiodi. Restando in tema grafico, notiamo che il motore spinge agevolmente i nemici e, più in generale gli statici paesani, ma, a parte le facce tutte uguali e il sangue troppo lucente per risultare verosimile, abbiamo osservato movimenti strani dei corpi dei nemici caduti, che restavano a terra nelle posizioni più innaturali possibili.

Grazie al cielo i personaggi escono indenni dalle texturizzazioni selvagge e, fatto salvo qualche movimento forzato della co-protagonista, la cura non manca, anche se la caratterizzazione, a tratti, risulta un po’ macchiettistica. Un esempio lampante è l’accoppiata Comstock/Fink: laddove il primo sembra una sorta di Karl Marx ariano, il secondo indugia un po’ troppo in dialoghi che paiono proprio tratti dal già citato romanzo di Orwell. Intendiamoci, però: nonostante le forzature, non stonano nel contesto e, anzi, a nostro parere arricchiscono il folklore di quest’utopica città sulle nuvole. Il parlato è convincente, piacevole e un filo stereotipato; nonostante questo ci siamo divertiti a immedesimarci nel detective che deve giocoforza sorbirsi tutti quei ciarlatani e tirare avanti con la sua impresa: in fondo, non pensiamo possa esser stato cosi semplice avere opinioni non standardizzate, agli albori del secolo scorso.

La voce rotta dal pianto di Elisabeth, i lamenti di Booker oppure, ancora, gli indottrinamenti del profeta sono impagabili e aumentano la sensazione di essere presenti fisicamente nel gioco e per le strade di Columbia. Impressione che dura per tutta la durata delle nobili gesta del duo, accompagnate da un’immersiva colonna sonora che echeggia di continuo con motivetti allegri, semplici, suonati dalle disparate radio e dai grammofoni presenti nel gioco. La colonna sonora, volutamente retro’, ci fa tornare indietro nel tempo, ci riporta agli inizi del ‘900, con le numerose musichette udite fino allo sfinimento che sembrano quelle tipiche dei vecchi film di gangster, in bianco e nero, o alcune melodie già riprese nei vari Fallout o nelle profondità di RaptureL’immersione è tale, che lo stesso Booker suonerà un brano con la chitarra per allentare la tensione di un bimbo.

I richiami si sprecano, sia riguardino sonorità che situazioni; tutto sembra riportare a eventi passati (su Rapture, again), a titoli concorrenti o citazioni più o meno dirette di un famoso romanzo. Nonostante sia stato promesso come il nuovo Eden ludico e sia, per certi versi un gioiello, tirate le somme a BioShock Infinite continuiamo a preferirgli il secondo BioShock, dove l’effetto claustrofobico e la tensione erano sicuramente più efficaci. Da tutto questo si eleva il sonoro che abbiamo apprezzato sia per quello che riguarda i dialoghi che, ancor più, per l’ottimo accompagnamento musicale, “invecchiato” al punto giusto. Volutamente, provocatoriamente non abbiamo elevato il titolo con voti esagerati nonostante ce lo siamo goduto, sia come narrazione che gameplay. L’aspetto che ci lasciati più interdetti è stato quello visivo, come si è potuto notare, con orrende texture che tappezzavano molti, troppi posti che avrebbero meritato maggior cura. Azzeccata la sinergia tra Elisabeth, in grado di aprire squarci dimensionali, aiutando l’eroe, e lo stesso Booker che, trovatosi suo malgrado in mezzo ai rivoltosi Vox Populi e i pacificatori/politici, fa del suo meglio per recuperare il suo…debito, contratto con persone con cui è meglio non avere pendenze. Comunque sia: BioShock Infinitemerita, senza dubbio! Anzi, un dubbio c’è… una volta che lo avrete portato a termine, anche voi vi chiederete: ma perché si intitola Infinite?

Overall Score 8,5
Grafica:8/10
Sonoro:9/10
Gameplay:9/10
Piattaforma: Xbox 360
Genere: FPS
Prodotto da: 2K Games
Sviluppato da: Irrational Games
Distribuito da: Cidiverte
N° Giocatori: 1
Note: Disponibile anche per PC e PS3.