Batman: Arkham City

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9,5 Overall Score
Grafica: 9/10
Sonoro: 9/10
Gameplay: 9/10

- Fedele, molto fedele al fumetto - Comparto tecnico

- A volte “scivola” sulle textures ambientali - Praticamente nient'altro

SCHEDA DEL GIOCO
Piattaforma: Xbox 360
Genere: Action Adventure
Prodotto da: Warner Bros. Interactive Entertainment
Sviluppato da: Rocksteady
Distribuito da: Warner Italia
N° Giocatori: 1
Note: Completamente localizzato in italiano, disponibile anche per PS3, dal 18 dicembre anche per PC

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Joker, Mr Freeze, l’Enigmista, il Pinguino, Due-Facce… Non potevamo iniziare questa review senza evocare gli elementi più rappresentativi della fauna che si affolla nell’oscuro bosco di Gotham, celata nell’ombra e sempre intenta a ordire sovversive trame che dal manicomio di Arkham si dipanano, come una malefica nebbia, per le vie della città. Colui che tesse questa tela e ne muove i fili, per richiamare il cavaliere oscuro, è la stessa persona che dirige il tetro sanatorio, opponendo al Crociato Mascherato e alla sexy gattina Catwoman tutti i più letali nemici ai quali, Bob Kane in primis e la DC Comics poi, hanno dato vita.

immagine da Batman: Arkham City

I Rocksteady Studios prendono la loro seconda creazione (l’esordio è stato il buon Urban chaos: riot response, sulla mai dimenticata PS2, nel 2004), Arkham Asylum, e la espandono sotto ogni aspetto: dalle dimensioni della mappa, alle feature tecnologiche, senza dimenticare l’esponenziale incremento del numero di nemici che affronteremo lungo i vasti e desolati borghi che costituiscono la city ove sono tratteggiati gli eventi. Non solo le dimensioni del gioco sono “esplose”, ma anche anche il comparto tecnico è stato migliorato con nuovi effetti speciali, l’introduzione di inediti ammennicoli tecnologici e cosi via.

immagine da Batman: Arkham City

E ora, via con gli SPOILER (uomo avvisato…)! Al termine del precedente titolo, il Joker è stato sconfitto. L’onore della sua cattura se l’è attribuito il neo sindaco Sharp, che ha raggiunto la leadership di Gotham proprio grazie alla vittoria sul caos di Arkham Asylum. Per migliorare e render più sicura la prigione-manicomio ha isolato la parte più pericolosa della metropoli, il ghetto, recintandola, come fosse una sorta di città nella città: ecco Arkham City, enorme centro di detenzione per la correzione di malattie mentali e non solo. Il prescelto a ricoprire il ruolo di direttore dello stesso sarà il famoso Hugo Strange, entrato nelle grazie di Sharp per la (presunta) scoperta di una cura per i malati di mente. Cosi ha inizio un pericoloso viaggio, per alcuni versi introspettivo, in una delle più oscure e contorte menti del più cupo dei supereroi: Batman.

immagine da Batman: Arkham City

Un’immensa, notturna metropoli attende il Pipistrello e quello che lo aspetta non sarà una passeggiata di salute: i supercriminali, in disaccordo tra loro, hanno cominciato faide personali che, bene o male, coinvolgeranno anche noi, una volta indossato il mantello di Batman. Il gameplay potrebbe essere quello tipico di un sandbox game, ma saranno diverse le chiavi di lettura del titolo, ed è forse qui la grandezza della produzione di Rocksteady. Potremo decidere se affrontare le nostre avventure direttamente, perseguendo lo scopo principale di Batman: Arkham City, oppure scegliere di seguire prima le missioni secondarie che via via ci troveremo sulla nostra strada.

Non è finita qui: potremo optare per aggiungere al “pacchetto” le sfide dell’Enigmista oppure, come ultima idea, c’è anche la possibilità di girovagare per i malfamati vicoli di Gotham e massacrare i “poveri” criminali che li abitano. Scopriremo un mondo molto vario ed esplorabile anche in volo; dalle guglie più alte agli anfratti più zozzi della metropoli. Come si può immaginare, il level design è tutt’altro che lineare, avendo come solo “limite” la fantasia di chi impugna il pad. Comunque sia, gli enigmi da risolvere sono piacevolmente intervallati da sessioni di puro pestaggio, ove gli sgherri dei nemici di Batman subiranno le conseguenze di trovarsi di fronte a un supereroe mai così incazzato e deciso come ora!

Una volta a terra, verremo attaccati da ogni dove, da avversari non certo intelligenti, ma sicuramente in gran numero: mai abbastanza, però, per il nostro alter ego dal mantello nero. Dopo una prima fase di scoperta delle combo, subentrerà un momentaneo dejà vu: di prim’acchito può sembrare che le pugne si risolvano con puro button mashing, poi si scopre un mondo di mosse e contromosse che non ci faranno più staccare dallo schermo. A quanto detto va unita una fase stealth divertente, seppur abbozzata, che mediante i gadget della Waynetech non sarà mai banale o noiosa. Come si può notare da queste righe, le sfumature che il titolo assume sono veramente ampie: ce n’è per tutti i gusti.

immagine da Batman: Arkham City

Sfumature non solo di gioco, ma che si estendono anche alla parte più “artistica”, dedicata alle nostre pupille. A tratti si sfiora la perfezione, con tonalità cupe, grigie, piovose che lasciano brevemente intravedere spiragli di colore verde, giallo, ocra. Un mix tra lo splendido Batman Begins cinematografico e una moderna metropoli al collasso, ove incrostati neon di spogli locali lanciano richiami per avventori pericolosi. Il colpo d’occhio è questo, con la squallida città-stato, che separa il male dal bene, delimitata da precisi contorni che in lontananza lasciano intravedere le luci di una capitale più viva..

Per tornare all’inizio di questa recensione, scopriremo che la “fauna” che vive all’interno delle recinzioni è costituita anche di variopinti energumeni, pronti a vender cara la pelle e ad attaccar briga al minimo accenno della presenza del Pipistrello o del più povero e debole disgraziato si possa trovare suo malgrado internato tra le mura di Arkham City. Gli innumerevoli personaggi, i numerosi villains presenti, splendidamente ricreati (Mr Freeze, il Pinguino, Joker, Deadshot, Zsasz sono solo la punta dell’iceberg), cosi come gli stupendi, decadenti scenari, vengono mossi fluidamente dall’ottimo engine grafico che non lesina dettagli visivi di nessun tipo: una pioggia in stile Blade Runner bagnerà costantemente la tuta di Batman, per esempio. L’interattività con i fondali è limitata ai vetri che si possono infrangere e ai segni dei colpi sui muri, ma non sentiremo minimamente la necessità d’altro, perché sovente ci “scopriremo” ad ammirare i notturni paesaggi e i contrasti tra il ghetto e la città. Immagini che ci piacerebbe avere come wallpaper sul nostro PC. La qualità e la fluidità delle idi ciò che viene presentato a schermo non scadono nemmeno durante i frequenti intermezzi che illustrano il prosieguo delle nostre peripezie e di quello che avviene ad Arkham City. Da pignoli quali siamo, abbiamo notato, in alcuni ambientazioni, delle texture un po’ più “pixellose” del solito o, in un paio di occasioni, “incollate” male ai fondali di gioco.

immagine da Batman: Arkham City

Quisquilie a parte, come ciliegina sulla torta non potevamo aspettarci che un comparto sonoro di prim’ordine. Ed è cosi, infatti. A partire dall’accompagnamento musicale, una magistrale sinfonia iniziale che richiama alla mente le colonne sonore composte da Hans Zimmer. Musiche che non smetteranno per un solo minuto di porre l’accento sulle azioni più coreografiche, più d’impatto, incalzando come d’auspicio, nei momenti topici, per poi fare da raccordo tra composizioni di diversa natura, sempre a evidenziare la maestosità dell’opera. Certo in diverse sessioni ci muoveremo senza alcun brano d’accompagnamento, ma l’effetto “silenzio” è calzante, perché lascia spazio ai rumori ambientali, valorizzando ogni singolo suono. Minuziosa la cura posta al comparto audio; ne consegue che, oltre alle sonorità precedentemente sottolineate, risultano ottimi, a nostro parere, anche i dialoghi e i vari personaggi, che non mancheranno di strapparvi, in diversi casi, qualche cinica risata. Localizzazione in italiano ed efficaci interpretazioni aumenteranno il coinvolgimento, appassionandoci ancor di più agli eventi narrati.

immagine da Batman: Arkham City

Un fumetto da giocare che entusiasmerà gli amanti di Batman, cosi come i non “addetti ai lavori”. Il valore dell’immane sforzo dei “Rocksteadies” è palese; lo spessore del titolo, dal gameplay al comparto tecnico, è quanto di meglio potevamo aspettarci. L’evoluzione costante di Arkham City si nota dalla vastità della metropoli stessa e dalla spettacolare regia cinematografica che ci sommerge di spettacolari inquadrature. Batman: Arkham City è cupo, grigio, fumoso e terribilmente oscuro; proprio come la concezione di Kane (per quanto oggi ingenua, ai nostri occhi) e la successiva rilettura ad opera di Frank Miller.

Probabilmente, il titolo è uno dei migliori videogiochi di sempre, ma di sicuro è l’apice dei prodotti ludici dedicati agli eroi dei comics americani. Se avete voglia, seguite il nostro consiglio: provate a lasciarvi immergere nei sinistri panni del Pipistrello, trovatevi in un tetro angolo di città che lo vede predatore e preda allo stesso tempo… giocatelo di notte, poi ci direte!

Francesco Erboli

immagini di Batman: Arkham City © WBIE 2011

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