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 Prince of Persia: le Sabbie del Tempo
Piattaforma: PS2
Genere: Platform/Adventure
Prodotto da: Ubisoft
Sviluppato da: POP Team
Distribuito da: Ubisoft
N° Giocatori: 1
Note: leggi la nostra recensione di Prince of Persia per GBA


prince of persia
mini gioco di POP
ubisoft


Il motion-capture realizzato da Mechner con l'aiuto del fratellino (Prince of Persia - Broderbund, 1989):

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PRINCE OF PERSIA - LE SABBIE DEL TEMPO: REGALE!

La storia del videogioco racconta che, nel lontano 1989, il genialoide Jordan Mechner utilizzasse il giovane fratello per intensive sessioni di un primordiale motion-capture. Le movenze del piccolo Mechner, una volta digitalizzate, si trasformarono in quelle del primo principe di Persia, protagonista di un gioco in cui era necessario correre, saltare, arrampicarsi e duellare con la spada. Per questa riedizione 2003 delle avventure del nobile mediorientale, dubitiamo fortemente che l’agile fratellino sia stato nuovamente chiamato in causa, a meno che, coltivando il suo atletismo, nel corso degli anni non sia divenuto in grado di correre lungo i muri, lottare, arrampicarsi, aggrapparsi e balzare nel vuoto come il Jackie Chan dei tempi d’oro.

Le animazioni del protagonista, dinamiche, fluide e perfettamente interconnesse tra loro, sono tra le prime cose che balzano all’occhio una volta iniziata l’avventura. Questo almeno fino a quando non si ha il tempo di guardarsi attorno… bastano poche occhiate per rendersi conto dello straordinario impegno profuso dai coders di Montreal nel realizzare le strutture architettoniche all’interno delle quali si svolgerà la vicenda: un misto di tradizione arabeggiante/fiabesca e di cultura videoludica/piattaformica. Uno spettacolo, insomma, ottimamente pennellato da luci morbide e vellutate che donano una splendida atmosfera all’insieme.

Il meccanismo della storia si mette in moto quando, in seguito alla sconfitta di un marajah da parte dell’esercito di nostro padre, nei panni del principino, ci mettiamo in testa di recuperare il tesoro più prezioso nascosto nella fortezza del nobile indiano: un pugnale di cristallo fortemente imparentato con le mistiche sabbie del tempo.

Questo oggetto ci viene fatto usare con l’inganno come chiave di una clessidra incantata che, una volta aperta, libera il potere delle sabbie che si impossessano di tutti gli abitanti della reggia del sultano. Tutti tranne il principe, la misteriosa Farah e il diabolico Visir, gran burattinaio di questa magica macchinazione.
Da questo momento in poi starà a noi rimediare a questa situazione, un disastro di cui siamo stati gli involontari colpevoli. Per farlo dovremo riuscire a ricongiungerci con la clessidra, celata, guarda un po’ nella torre più alta del magnifico palazzo. Per raggiungere il nostro scopo dovremo affrontare gli enigmi e i pericoli di centinaia di stanze e corridoi ricchi di trappole mortali, sistemi di sicurezza che non perdonano, baratri apparentemente insuperabili e voragini che si spalancano improvvisamente sotto i nostri piedi.

Ad aiutarci nella missione troveremo la nostra straordinaria agilità e i poteri del pugnale. Potremo utilizzare questa formidabile arma per alterare lo scorrere del tempo, rallentandolo o, addirittura, “riavvolgendolo” a nostro piacimento. Questo ci consentirà di eseguire acrobazie più controllate (anche durane la lotta) o, nel caso estremo, di rimediare a un imperdonabile errore di calcolo in un passaggio che ci è risultato fatale. Avete capito bene: fintanto che i “serbatoi” del nostro pugnale saranno pieni di sabbia avremo la facoltà di tornare indietro nel tempo e di ingannare persino la morte!

Ad ostacolare il nostro compito non ci saranno soltanto le asperità e i perigli disseminati per tutto il palazzo, ma anche gli abitanti della reggia stessa, umani e animali. Guardie, odalische, servitori; uccellacci, scarabei giganti e persino le tigri che avevamo portato dal nostro viaggio in India: tutte queste creature sono state possedute dalle sabbie e mutate in una versione diabolica e letale di loro stesse. Fortunatamente, nelle vesti del giovane principe non ci facciamo prendere da particolari rimorsi di coscienza e, non guardando in faccia a nessuno, eliminiamo agilmente tutti gli avversari, strizzando l’occhio persino all’eleganza dello stylish-gaming. Ecco, se c’è un difetto in questo gioco è proprio legato alle sequenze di combattimento, inizialmente sorprendenti ma presto ripetitive: l’intelligenza degli avversari non è propriamente al top e danno più fastidio per la loro quantità, piuttosto che per la qualità dei loro attacchi. Oltretutto la telecamera dà non pochi problemi se il combattimento si svolge in un ambiente ristretto…

Vi garantiamo, però, che queste lotte, non propriamente esaltanti, non influiscono più di tanto sull’esperienza ludica nel suo complesso. Non intaccano minimamente il godimento, di vago gusto Ico, che si prova entrando in ogni nuovo ambiente ed esplorandolo con lo sguardo (R2 per una visione in soggettiva e L2 per un’inquadratura totale della scena), alla ricerca del percorso da compiere per raggiungere l’uscita. Un percorso che ci costringerà sempre a scansare pericoli, effettuare salti acrobatici, passaggi in volo da un’asta all’altra che farebbero invidia a un ginnasta olimpico. Il tutto attuabile grazie a un sistema di controllo perfetto che premia ogni reazione istintiva con una puntualità di esecuzione esemplare!
Tanti tocchi di classe costellano tutta l’avventura. L’acqua che ridona energia, la fantasia di alcuni tranelli e il ritorno di vecchie trappole (ricordate le lame che fuoriuscivano dal terreno nel POP originale?), gli enigmi stimolanti ma non impossibili. L’efficace motion-blur del rallentatore e del “riavvolgimento” temporale, e le meravigliose scenografie a cui accennavamo poco sopra. Il tutto condito da una colonna sonora arabeggiante particolarmente azzeccata, un buon doppiaggio in italiano e una curva di apprendimento pressocchè perfetta!

I timori che avevano accompagnato l’annuncio della lavorazione di un Prince of Persia moderno diventano solo un lontanissimo ricordo, fugato dalla folgorante esperienza che questo titolo consente di vivere. Un gioco in bilico tra le sensazioni di un platform-adventure di 14 anni fa e quelle di un scintillate game dell’era 128 bit.

Raro, prezioso e rinfrescante come l’acqua nel deserto…

Voto 9,4

Luca Del Savio

CI PIACE NON CI PIACE
Le scenografie affascinanti. I combattimenti, alla lunga ripetitivi.
L’eccellente sistema di controllo. La telecamera durante le lotte.
I poteri del pugnale del tempo. Il modo macchinoso in cui si affrontano le scale a pioli. Ah, no, scusate! Quello è Tomb Raider

immagini di Prince of Persia - The Sands of Time © Ubisoft 2003