Chi Siamo

Insert-Coin è una web-zine attiva dalla fine del 2002, nata come rubrica dedicata ai videogame ospitata da www.drivemagazine.net e costituitasi come entità a sé stante all’alba del 2003, acquisendo un proprio dominio. Su I-C trovate recensioni, approfondimenti, anteprime e news relative ai videogiochi, con particolare attenzione alle uscite per console.

Come potete constatare leggendo le biografie presenti in questa pagina, la redazione è composta da giocatori “adulti”, che hanno vissuto sui propri polpastrelli l’evoluzione dei videogame praticamente dalla loro esplosione nel nostro Paese in poi. Non manca, quindi, un occhio di riguardo verso il passato del medium videogioco. Uno sguardo un po’ retrò che emerge anche nei giudizi delle recensioni pubblicate sul sito. Enjoy!

 

Luca Del Savio

Nato a Milano nel 1971, da ragazzo si nutre di cinema, basket, trattori, fumetti e Commodore 64. Da grande vorrebbe fare il contadino, il chitarrista o approdare in NBA, invece le “nuvole parlanti” cambiano la sua vita, prima trasformandolo in “fanzinaro”, poi in organizzatore della Comiconvention di Milano per sedici anni di fila e, quindi, in redattore della Sergio Bonelli Editore. Tra le letture di tanti Tex e Nathan Never, tra Dylan Dog e comics USA, tra Blackjack e Blake e Mortimer, con l’arrivo della prima PlayStation risboccia l’amore per i videogame: recuperata l’era 16bit, grazie agli emulatori, si muove, curioso e onnivoro, nelle epoche successive, da Dreamcast e PS2 in poi. Nel 2000 inizia a scrivere di videogame, per KW Videogiochi dello storico Studio Vit, e da allora non riesce più a smettere, ideando e gestendo, a partire dal 2003, quello che oggi è Insert-Coin.

I suoi giochi preferiti di ogni epoca sono… tanti! Quelli su cui ha speso più tempo sono calcistici (da International Soccer di Andrew Spencer a Mexico ’86, da Peter Shilton’s Handball Maradona a PES, di cui organizza uno dei primi tornei in Italia, nel 2002). I primi che ha portato a termine si chiamano The Last Ninja, Bubble Bobble, Arkanoid, SuperMario Land, Resident Evil e Silent Hill. Quelli che gli hanno dato più emozioni… forse ICO, Shadow of the Colossus e suo figlio Stefano.

 

Francesco Erboli

Si unisce allo staff di Insert-Coin nel 2010, alla veneranda età di 36 anni e vive in una citta’…sopravvalutata. Con il mare sempre in testa (il rumore delle onde, non è che abbia la zucca vuota!!!), è cresciuto a pane e videogame, partendo dall’Intellivision e passando per ogni home computer, dal C64 all’Amiga, per approdare al SuperNintendo e al compianto N64 (aaah, com’era bella Zelda). Con l’avvento di una presunta saggezza, si sposta sulla sponda Sony, abbracciando le due prime console del colosso giapponese, per poi virare verso quelle di casa Microsoft. Naturalmente, nel mezzo ci sono tantissime lire spese nei cabinati delle sale giochi o dei bar, quando si poteva giocare con i coin-op, non sfidare un maledetto croupier elettronico! Ogni tanto ammazza il tempo con il M.A.M.E., ma con fatica: i vecchi titoli e le vecchie dinamiche non gli piacciono più.

Ora gioca a tutto quello che capita, eccetto i titoli di guida e di quelli troppo sperimentali. Per colpa di Batman: Arkham City suo figlio gira per casa col mantello nero, pronto a piombargli alle spalle lasciandolo K.O. Continua ad amare PES e la saga Assassin’s Creed. Redattore per passione, in passato girovago del web videoludico, si è ora fermato qui. 

 

Daniele Frasca

Nasce a Roma il 2 ottobre1975, dove tutt’ora vive. Le sue prime 100 lire gliele ruba il cabinato nel bar sotto casa con Wiz, della Seibu Kaihatsu Inc. L’Intellivision dell’allora Mattel è per lui un sogno e Burger Time la killer-app. Il caro vecchio e mai dimenticato Commodore 64 arrivera più tardi con un bel lettore di floppy disk. A distanza di anni scopre di avere anche un Odissey 2001 della Philips: viva le soffitte e i fratelli più grandi! Salto generazionale fino alla PlayStation che arriverà in casa sua, con Tekken 2, in affitto, perché le sale giochi erano il suo regno, ma 5000 lire per 5 minuti di Doom in versione “realtà virtuale”, finto fucilone alla mano e occhialini indosso, non valevano la pena. La prima esperienza online si consuma con SOCOM per PS2: le occhiaie al mattino sono ancora un felice ricordo, la bolletta dell’ADSL a consumo un po’ meno.

In pianta stabile su Xbox LIVE, si concede sessioni veloci e sporadiche sul PSN. Dal 2008 collabora con Insert-Coin

 

Stefano Martino

Nato a Genova il 22 aprile 1970. All’età di otto anni disegna la sua prima storia a fumetti completa, riguardante un turista che cade per sbaglio in una caverna popolata da esseri mostruosi, semi umani, di aspetto rettiloide. La storia termina col protagonista che si sveglia e che si chiede il perché dello strano sogno… non lo vediamo in volto fino all’ultima vignetta in cui – colpo di scena! – si rivela essere un rettiloide. Il primo gioco elettronico a cui mette mano è Space Invaders, ospitato in un cabinato dello stabilimento balneare “Bagni Doria” di Genova. È il 1981. Nel 1984 gli viene regalato un Commodore 64 di dubbia provenienza, ma, si sa, a caval donato non si guarda in bocca. La passione per i videogame aumenta, fino a fargli perdere una mattinata di lezione al liceo scientifico pur di giungere all’ultimo quadro di Phoenix e un’altra per assistere, completamente rapito, alla presentazione, in un negozio di computer, The way of exploding fist per C64. Nel 1995 entra a far parte dello staff della Sergio Bonelli Editore come disegnatore e, nel 1996, viene pubblicata la sua prima storia mentre la PlayStation prende il posto dell’Amiga 500 plus a fianco del vecchio televisore. Da allora vive disegnando fumetti e giocando ai videogiochi. Recentemente ha pubblicato negli Stati Uniti per la IDW e in Francia per la Soleil, mentre terminava un volume di Agenzia Alfa per la Bonelli.

I suoi giochi preferiti sono Mario Bros., in sala giochi, Parasite Eve 2 e Tomb Raider 2 per PlayStation, Shenmue 1 & 2  e Resident Evil 2 per Dreamcast (graficamente superiore alla versione per PlayStation), Super Mario Galaxy per Wii e la serie Uncharted per PS3, ma molti altri titoli hanno comunque svolto un ruolo importantissimo nella sua vita videoludica. Quando, nel 2003, Luca Del Savio gli propone di far parte di Insert-Coin e di recensire videogame, tutto acquista finalmente un senso.

 

Federico Memola

Nato nel lontano 1967 (ottottobre, per la precisione!), traviato da Ufo e Agente Speciale prima, da Goldrake e dalle tette di Fujiko poi, è cresciuto leggendo fumetti fin da prima di saper leggere (se li faceva leggere dagli altri) e ha finito con lo scriverli (dopo aver imparato a leggere!). Per la Sergio Bonelli Editore ha sceneggiato qualche storia di Nathan Never e Martin Mystère, ne ha scritte molte di più per Zona X e ancora di più per Jonathan Steele, la testata da lui creata. In seguito ha lavorato per la Star Comics, dove ha creato le miniserie Agenzia Incantesimi e Rourke, per la Planeta deAgostini (ma quella è una brutta storia!) e per la San Paolo Edizioni, che attualmente gli fornisce cristianamente di che campare grazie a Il Giornalino. Per non farsi mancare nulla, è anche direttore editoriale di una piccola casa editrice, Edizioni Arcadia. La sua prima significativa esperienza videoludica risale ad Asteroids ed è proseguita, dopo svariate centinaia di monetine inserite nei cassoni di bar e sale giochi, con Intellivision, PC, PlayStation 1 e 2, e ora con Xbox 360. Generi prediletti: avventure e giochi di ruolo, con qualche sano sparatutto ogni tanto, per sfogarsi un po’.

Giochi preferiti di sempre: Planescape Torment, Baldur’s Gate vari, X-Com, Resident Evil (fino al 4), Final Fantasy VII, Mass Effect 1 e 2, Monkey Island e Broken Sword 2. Dal 2005 collabora con Insert-Coin.

 

Carlo Pedrazzini

Nato nel 1980, laureato in economia in commercio, lavora free-lance per l’editoria tecno/videoludica (ma anche facendo tutt’altro, perché gli piace variare). La sua prima macchina da gioco è stato un Amstrad CPC-464 e relativo monitor a fosfori verdi che faceva tanto impiegato di banca della Milano da bere. Da lì in poi, le ha provate più o meno tutte.

Giochi più giocati di sempre: Street Fighter II; Winning Eleven 4; DOOM. Gli piacciono la fantascienza, il Milan e Batman. Dal 2004 scrive anche per Insert-Coin.

 

Davide Pettani

Nato a Milano nel 1971, continua a viverci e lavorarci… quel che si dice un uomo di mondo. In quinta elementare ha un’epifania e sa che la sua vita proseguirà con il pennello in mano. Scarta l’ipotesi di aprire una rivendita di idropittura murale e punta dritto verso l’illustrazione. Studia disegno e grafica fino al 1994 e dall’anno seguente impesta in ogni modo l’affascinante mondo della creatività. Dispensa bigliettistica e cartotecnica in ogni parte del globo ed illustra caterve di corsi scolastici per la scuola primaria e secondaria. Tuttavia non disdegna di misurarsi con il web, il multimedia e i videogiochi. Quando avverte un turbamento nella forza decide di passare dalla tecnica tradizionale all’illustrazione digitale e felice della scelta prosegue per la sua strada in compagnia di Rachele, e di Francesco e Caterina. Alcuni suoi lavori li trovate qui. Dal 2003 collabora con molta voglia e poca produttività ad Insert-Coin in qualità di redattore e produttore di promesse recensioni che non porterà mai a termine. Riesce però a produrre il nuovo logo della webzine, che debutta nel 2011. Apprende dell’esistenza dei viggì nei ruggenti anni ottanta quando, in un sordidio retrobottega di un bar, si imbatte in LadyBug. O almeno questo è quello che si ricorda prima di rinvenire nel bagno di casa sua privo di un rene. Intellivision, Spectrum 48k, Commodore 64 e Amiga500 sono lo spettacolare curriculum gettato in faccia alle nuove leve. Nonché l’indice della sua senilità.

Tra i suoi videogiochi preferiti “all time” i più meritevoli di menzione sono: Manic Miner, The Sacred Armour of Antiriad, The Last Ninja, Zelda: Ocarina of Time, NBA Street vol.2, Metal Gear Solid 1 e 2 e Resident Evil 4. Felicemente disintossicatosi da PES, oramai gioca unicamente ad Uncharted. Qualsiasi Uncharted.

 

Federico Scaccabarozzi

Nato nel 1972, il 12 ottobre, scopre solo più tardi che qualcuno, quello stesso giorno di qualche secolo prima, scopriva le Americhe pensando di andare da un’altra parte! Quattro anni dopo (la sua nascita, non la scoperta di Colombo) esce il primo Guerre Stellari e Scaccabarozzi costringe la povera nonna a stare al cinema a vedere lo spettacolo due volte di seguito! Almeno allora lo si poteva fare… Poco più tardi comincia a smanettare come un pazzo, giocando a Summer Games sul suo Commodore 64. Poi è la volta di The Bard’s Tale, il primo gioco di ruolo i cui combattimenti duravano decine minuti di calcoli automatici, giusto il tempo di andar a far merenda e tornare per godersi la vittoria. Questi gli albori di una passione per i videogiochi che, anche se un po’ sopita nel tempo, mai si è spenta. Dopo rocambolesche vicissitudini scolastiche si iscrive ad un corso di computer grafica allo IED, specializzandosi in grafica 3D. Mentre in casa sua si passa dalla PlayStation all’Xbox 360, il suo amore lo riserva al Personal Computer che, in questo modo, non rappresenta soltanto uno strumento di lavoro!

Nel 2003 inizia a scrivere per Insert-Coin, specializzandosi nella recensione di titoli PC, soprattutto RTS e RPG. Oggi lavora per un’azienda di Piacenza di servizi e prodotti per le PMI (Piccole Medie Imprese) in qualità di commerciale, alla ricerca tenace di clienti disponibili a comprare anche in tempo di crisi!

 

Antonio Serra

Nato ad Alghero nel 1963, teoricamente, di professione farebbe l’autore di fumetti, praticamente si occupa della sanità mentale di una trentina di creativi convinti che l’arte dei comics non sia già morta, ma possa perdurare almeno fino all’età della pensione (ormai, fortunatamente, prossima, governo permettendo). Della sua personale sanità mentale si occupa un vero psicologo, diventato ormai ricchissimo e trasferitosi in una lontana isola tropicale dal nome impronunciabile. La sua passione per i videogiochi risale ad epoche preistoriche, quando ancora, nei pressi della città di Cagliari, la spiaggia del Poetto aveva la sabbia e luminescenti sale giochi apparivano sulla battigia, presentando ai loro incuriositi visitatori macchinette recanti titoli quali Asteroids o Meteor. Più avanti, trasferitosi a Milano, la scoperta dell’esistenza dei simulatori di volo e di guida ha per sempre cambiato la sua vita e l’aspetto della sua casa, costretta a contenere joystick e volanti sempre più complessi e ingombranti.

Giochi preferiti: IL2 Sturmovik (qualsiasi variante su PC). Gioco finale dell’universo: Shadow of the Colossus. È una delle colonne di Insert-Coin dal 2003.

 

Guest star:

Andrea Babich

Nato a Trieste nel 1974, laureato in Scienze della Comunicazione a Bologna, con una tesi sul retrogaming, è uno dei più grandi esperti italiani in materia di emulazione e classic gaming.

Inizia un po’ come tutti gli anziani: Commodore 64, 1984. Quindici anni dopo eccolo allo Studio Vit, per poi q*bertianamente saltellare fino al ruolo di Deputy Editor presso Future Media Italy. Raggiunta la tanto agognata poltrona redazionale della Rivista Ufficiale Nintendo, impazzisce e passa dall’altra parte della barricata nel 2010, divenendo game designer per Ubisoft, ma non abbandona la critica videoludica, il che è molto italiano. Lo trovate spesso qui, comunque a volte qui, a voce qui, a braccio qui, travestito da insegnante qui, travestito da idraulico qui. E qui nel senso di qui? Misteriose e rare, le sue retro-recensioni su Insert-Coin paiono collegate alle successive apparizioni terrene dell’acerrimo nemico della famiglia Belmont.

Considera Luca Del Savio “l’Ernesto Calindri dell’editoria videoludica”. In senso buono, sostiene.