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 Borderlands
Piattaforma: PS3
Genere: FPS/RPG
Prodotto da: 2K Games
Sviluppato da: Gearbox
Distribuito da: 2K Games
N° Giocatori: 1-4 online
Note: Interamente localizzato in italiano. Disponibile anche per Xbox 360 e PC




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BORDERLANDS: TERRE DI CONFINE!

Il mondo si divide in buoni e cattivi, in belli e brutti, in casual gamer e hardcore gamer. La selezione di queste “etichette” può sembrare casuale, ma non è così. Il primo 50% di questi aggettivi si rivolge a noi stessi quando non siamo collegati al nostro universo digitale, mentre la successiva metà esprime la nostra dissociazione dalla vita normale. immagine da BorderlandsUn atteggiamento che ci fa trarre massima soddisfazione dallo scegliere un videogioco per poi tenerlo per mesi dentro la nostra console (anche PC, certo), sventagliando pareri benevoli ai quattro venti e difendendolo a spada tratta, per partito preso, da tutti gli attacchi.

Chi scrive ha lentamente abbandonando questo atteggiamento per assaporare nuovi piaceri, nuove soddisfazioni nello scoprire giochi che, per colpa di nomi poco altisonanti, rischiano di non guadagnarsi l’attenzione che invece gli spetta. Forse stiamo esagerando, ma quando per mesi l'hype crea solo discussioni riguardanti Call of Duty e Dragon Age Origins, un titolo come Borderlands difficilmente riesce a uscire dalla mischia. Errore! Madornale ERRORE!

Già autore di Brothers in Arms, il team Gearbox propone una nuova frontiera dell’intrattenimento, definendolo Borderlands come un titolo a metà strada tra un FPS e un RPG: un "Role Playing Shooter". Pensando a questa "categorizzazione", dimenticate il titolo Bethesda (chi ha detto Fallout 3?), perché non siamo di fronte ad un emulo, quanto a un collega, capace di ripresentare meccaniche già note, ma con quel pizzico di novità utile a non fare paragoni e una grafica in cel shading tale da rendere l’avventura un immenso fumetto da leggere o da giocare, dipende sempre se l’approccio è casual o hard.

L’unico motivo che spinge i “turisti” a far visita alle terre di confine del pianeta Pandora è la ricerca della Cripta, tesoro inestimabile, la cui esistenza viene narrata dalle leggende. immagine da BorderlandsLa caccia a questo prezioso bottino, però, finisce per rimanere solo lo spunto di una trama che tende a finire presto nel dimenticatoio, a causa della mole di compiti da svolgere prima di arrivare alla fine del gioco. A bordo di un pullman, come fossimo condannati a morte trasferiti da un penitenziario all'altro, ci troveremo davanti alla prima scelta offerta dal titolo 2K Games: quella del personaggio da interpretare. In base ad un ipotetico stile di gioco personale dovremo adattarci alla peculiarità dei quattro mercenari messi a disposizione, cercando di capire dal loro arsenale quale sia quello più congeniale al nostro fabbisogno ludico.

Deserto, desolazione e disorientamento ci colpiscono appena messo fuori il naso dal mezzo di locomozione, in attesa che qualche anima pia venga a darci qualche suggerimento su cosa fare e come farlo. La brutta copia di R2-D2 si offre da tutorial per i primi istanti di gioco, illustrando i comandi fondamentali per sopravvivere alla prima scaramuccia e arrivare sani e salvi ad incontrare il primo NPC. Da qui in poi, Borderlands è un susseguirsi di missioni di ricerca o di soppressione, di viaggi dal punto A al punto B, senza mai dimenticare che la pelle è una sola e che trovare un save point è vitale quanto studiare l’ambiente ostile proposto o saper scegliere per tempo l’arma giusta da utilizzare. In questa sintetica descrizione è racchiuso il quid ludico dell'ultima fatica di Gearbox, un gioco capace di incollare allo schermo per il motivo più futile e che non vi lascerà mai a bocca asciutta, fintanto che le batterie del pad saranno cariche.

Trovare una nuova arma, in mezzo ai rifiuti, genera un’insana curiosità su quanto danno è capace di provocare al malcapitato di turno, ignorando, allo stesso tempo, che anche un solo colpo porta al circolo vizioso dell’esperienza maturata per salire al prossimo livello, constatando che magari manca poco allo scatto successivo e che interrompere adesso sarebbe una violenza gratuita alla nostra anima videogiocatrice. immagine da BorderlandsCosì, in queste terre al retrogusto di Ken il guerriero (o di Mad Max, se vogliamo un riferimento filmico), ci si fa strada a bordo di mezzi improbabili, imbracciando fucili impossibili, ricordandoci della Cripta solo quando strettamente necessario per la progressione del gioco, grazie anche alle visioni che ci arrivano di volta in volta.

Tutto sommato, Gearbox è riuscita nel suo intento senza prendere troppo in prestito dalle produzione concorrenti. Meglio ancora, ha esposto la sua conoscenza della materia con citazioni diverse e non per forza appartenenti al mondo dei videogiochi, confezionando un’esperienza in single player longeva, ricca di contenuti, ma soprattutto divertente. Nelle discussioni mosse dall'hype, a cui facevamo riferimento qualche riga fa, sembra quasi che, al giorno d'oggi, quest’aspetto stia passando in secondo piano. Non pago del pacchetto offerto, il team americano si è spinto oltre con un’ottima modalità multiplayer, capace di adattarsi all’esperienza dei partecipanti, rendendo più ostiche le missioni ripetibili, al fine di mantenere alta la sfida e proseguire l’escalation nella ricerca dell’upgrade più determinante. La scelta migliore, per bilanciare una IA nemica non proprio “sveglia” e alcune volte non perfettamente calibrata in base al livello del personaggio.

Consapevole di essere soli contro tutto e tutti, la circospezione e l’analisi dei metri quadri che ci separano dal nostro obiettivo sono la normale prassi, ma ricevere simultaneamente attacchi dal regno animale e umano non è sempre risolvibile con le armi in dotazione e la fuga può rappresentare un’occasione poco signorile, ma estremamente logica, per rimanere in vita. immagine da BorderlandsRitornare sul posto, però, potrebbe generare scenari diversi, con i due regni di poco sopra in conflitto fra loro e pochi colpi da parte nostra per sedare la rissa, il tutto senza aver cambiato di una virgola il nostro assetto offensivo. Peccati di poco conto che si uniscono a qualche incertezza grafica di caricamento delle texture, specie dopo il riavvio da un punto di salvataggio, ma su cui si può tranquillamente sorvolare, proprio per via della natura ibrida di Borderlands.

Un FPS con un minimo di elementi RPG fa dunque prepotentemente breccia nella nostra carriera video ludica, dimostrando che non servono per forza i grandi nomi per divertirsi e che reiterare le stesse azioni comunque appaga, se nel mezzo le variabili sono molteplici.

Oggi siamo più casual, ma siamo pur sempre gamer. Borderlands è così: diverte nella sua semplicità, con il rischio di non essere capito o, peggio ancora, neanche provato da chi non ama esplorare territori sconosciuti. Ma Gearbox ha giocato bene le sue carte e a noi tanto basta. Non fatevi trarre in inganno dal voto, quello è solo per gli hardcore gamer.

Voto 8,0

Daniele Frasca

CI PIACE NON CI PIACE
Il cel shading davvero riuscito. IA nemica non brillante.
La varietà delle armi. Missioni secondarie non sempre ispirate.
La modalità cooperativa online. Menu scomodi da leggere.

immagini di Borderlands © 2K Games 2009