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 Beyond Good & Evil
Piattaforma: PS2
Genere: Platform/Adventure
Prodotto da: Ubisoft
Sviluppato da: Ubisoft Montpellier
Distribuito da: Ubisoft
N° Giocatori: 1
Note: Doppiato e sottotitolato in italiano. Opzione 16:9 e Progressive scan. Esclusiva PlayStation 2 e PC fino a Natale 2003, poi disponibile anche per Xbox e GameCube.


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BEYOND GOOD & EVIL: IL MELTING POT DEI VIGGì.

Buongiorno a tutti. L’accademia videoculinaria di Insert-Coin è orgogliosa di presentarvi la nuova ricetta del noto chef internazionale Michel Ancel. Famoso per le sue specialità videoludiche a base di strane melanzane animate, troviamo oggi questo celebre interprete alle prese con una rivisitazione di un piatto fra i più comuni nelle nostre case: l’arcade/adventure. Utilizzando tutti gli ingredienti più abusati per questa pietanza il nostro gourmet confezionerà un piatto ricco, adatto sia per i palati più ricercati che per quelli avvezzi solamente al fast food.

Ingredienti per svariate migliaia di persone:
* Una protagonista donna (Jade), che sappia combattere e sia determinata e decisa nelle sue scelte.
*Due comprimari NPC in grado di cooperare attivamente con Jade. Il maiale sapiens Zio Pey’j e l’uomo della resistenza Doppia H.
* Una razza aliena verde e schifosa.
* Un corpo speciale di difesa dall’invasione aliena, le squadre Alfa.
* Un esercito regolare del pianeta Hilllys.
* Un pianeta Hillys.
* 88 perle d’Aramis.
* Svariati animali da fotografare
* Una macchina fotografica.
* Un hovercraft con numerosi upgrade.

Come vedete, gli ingredienti che utilizzeremo sono decisamente tradizionali e in molti potrebbe sorgere il legittimo dubbio che non sia possibile che ricavarne una pietanza sciapa e dal retrogusto stantio, nulla che possa più emozionare le nostre papille gustative ormai assuefatte da troppi piatti tutti uguali. Ma ricordatevi che il segreto per una buona cucina non sta necessariamente in ingredienti troppo ricercati, né nell’ossessiva tendenza all’innovazione…alle volte basta l’approfondimento.

Preparazione:
Prendete la nostra protagonista. Mi raccomando che non sia una di quelle modificate geneticamente con due pere così e un arsenale alla Rambo appresso. Sceglietela biologica, carina ma non appariscente, simpatica e determinata. Affiancatele i due comprimari alternativamente. Notate che essi debbono avere un ottimo character design ed il loro ruolo essere effettivamente di stimolo alla valorizzazione di un level design accurato e intrigante e badate bene che uno dei due sia maiale sapiens, non porchetta. Ora introducete la fotocamera, strumento non fine a se stesso ma ottimo elemento per arricchire l’esperienza di gioco. Potrete così rimpinguare il vostro portafoglio vendendo foto delle varie specie animali che abitano Hillys e ricavare dall’osservazione dell’ambiente circostante utili indicazioni. Insomma, quel sentore di sana curiosità che mai guasta. Aggiungete , all’occorrenza, l’hovercraft con il quale affrontare esplorazioni e missioni secondarie. Inserite il preparato in uno scenario maestoso, ricco di vita pulsante e interattiva che spazi dal mare ai vulcani senza dimenticare un’importante escursione nello spazio cosmico. Legate il tutto con un sistema di controllo all’insegna della semplicità, basato su un solo tasto al quale vengono demandati compiti di volta in volta diversi, che nonostante ciò non risulterà mai limitante. Condite con una realizzazione tecnica essenziale tanto efficace nella caratterizzazione delle varie forme di vita e degli artefatti, quanto monumentale e dettagliata nella resa degli ambienti. Dobbiamo evidenziare come lo chef abbia scelto arditamente di inserire il formato video 16:9 obbligatorio per rendere ancora più cinematografica l’esperienza di gioco. Le due fasce nere, che comprimono non poco l’area visibile, potrebbero non essere ben tollerate da tutti i palati.
Bene, ora il nostro preparato è pronto per essere infornato in una trama complessa al punto giusto, ricca di colpi di scena e intrigante tanto quanto basta a spingervi ad assaporare fino in fondo questa ricetta. Finanche, se non fosse assai sconveniente, spingervi a produrvi in un’agile “scarpetta” affinché nulla dei preziosi ingredienti vada sprecato.

Ancora pochi secondi di cottura e potrete gustarvi quest’autentica esperienza. Siamo certi che l’unico rammarico che rimarrà ai palati più fini, sarà la convinzione che per rendere la pietanza appetibile anche ai meno esperti il nostro cuoco ne abbia troppo limitato le potenzialità. Restiamo persuasi che, considerato il gran lavoro preparatorio, avrebbe potuto competere anche con piatti assurti alla tradizione più sopraffina, quali lo “Zelda ocarinato” o il più recente “Zelda ai quattro venti” del maestro Miyamoto.

Al di là del bene e del male Beyond Good & Evil rimane una sfida vinta da Ubisoft e da Michel Ancel che sono riusciti a sfornare un prodotto meticcio, rivisitando tutti i cliché del genere senza scendere a compromessi. Una nuova protagonista della scena videoludica dalla caratterizzazione non scontata, un mondo pulsante e ben costruito, perfettamente adatto e adattabile ad ogni esigenza di game design, ottima varietà d’azione per un prodotto che riesce nella non facile impresa di mettere d’accordo il giocatore occasionale con l’hardcore gamer. Un’ottima base dalla quale aspirare a raggiungere vette ancora più elevate.
Bravì, bravì.

Voto 8,2

Davide Pettani

CI PIACE NON CI PIACE
Si lascia giocare con divertimento. Un po’ troppo facile.
E’ ricco di personalità. La sensazione di non aver sfruttato del tutto le potenzailità del titolo.
La macchina fotografica. La realizzazione tecnica incostante.

immagini di Beyond Good & Evil © Ubisoft 2003