Tra lecca-lecca e motoseghe

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Dopo i tanti video dietro le quinte, dopo le buffe pubblicità di detergenti lavazombie e di limited edition con cheerleader inclusa nella confezione, ecco che WB Games ha voluto farci avvicinare al suo prossimo titolo in uscita: Lollipop Chainsaw, in arrivo il 15 giugno su PS3 e Xbox 360. Come ben sa chi ha seguito tutte le news e i video pubblicati negli scorsi mesi su Insert-Coin, il gioco – partorito dalla mente deviata di Suda51 (Killer 7 e No More Heroes, giusto per capirci) –, vede protagonista Juliet Starling, giovane e sexy cheerleader della San Romero High School. Come narra la sequenza introduttiva – che Scott Warr, entusiasta producer del gioco, ci ha mostrato negli uffici di WBIE –, la ragazza nasconde un segreto: fa parte di una famiglia di cacciatori di zombie! Papà Starling e le sorelle Rosalind e Cordelia portano avanti la tradizione e combattono una piaga che, evidentemente, è più diffusa di quanto si pensi.

Parlando della genesi del gioco, Warr ha raccontato di come Suda51 avesse in mente un’idea: aveva già presente la figura di Juliet, cheerleader, associata all’azione di una motosega. Per sviluppare questa immagine, per arricchirla di una storia, il fondatore di Grasshopper Manufacture si è rivolto a WB Games. Il primo nome che il producer ha associato al progetto che aveva sott’occhio è stato quello di James Gunn, autore di capolavori del cinema trash come Tromeo and Juliet e collaboratore di Zack Snyder nel remake dell’Alba dei morti viventi. La preoccupazione di Warr riguardava proprio l’idea di mettere insieme, in una stessa stanza (anche se in videoconferenza…), due menti così vulcaniche e bizzarre: avrebbe funzionato? A quanto pare, sì, dato che ognuno conosceva e apprezzava i lavori dell’altro e la sintonia sembrava nascere spontaneamente.

A completare il quadro artistico ci ha pensato Akira Yamaoka, salito alla ribalta per le colonne sonore della saga horror di Silent Hill e recentemente per l’ottima soundtrack di Shadows of the Damned. Ma Lollipop Chainsaw sarebbe stato così differente da questo genere di titoli che il compositore avrebbe dovuto adottare un approccio musicale molto distante, più leggero e più scatenato. E’ così, dunque, che nel gioco potremo ascoltare come si è avvicinato a diversi generi musicali, dal pop al punk al metal. Ma Yamaoka non è il solo musicista coinvolto nel progetto: Jimmy Urine, dei Mindless Self Indulgence (band che Warr definisce “techno-punk”) ha apposto il suo timbro su diversi aspetti sonori del progetto (sue le tracce delle boss battle), doppiando anche uno dei cattivi di fine livello.

Dopo tutte queste premesse che ci hanno portato dietro le quinte e a conoscere la genesi di Lollipop Chainsaw, Warr ha dato spazio al gioco, mostrandone l’intera sequenza introduttiva, colorata e carica di ironia e di humor nero. Il producer è poi passato a giocare il livello ambientato tra le aule della San Romero High School e a mostrare le meccaniche action che caratterizzano l’opera di Suda51 e soci. Juliet Starling, in grande forma, salta, rotola, scalcia, usa i suoi pon pon e la motosega con grazia, gettandosi nella confusione in cui gli zombie hanno precipitato la scuola. La trasformazione è ancora in atto e la nostra cacciatrice non solo deve liberare il campo con stile – raccogliendo monetine sblocca-bonus, disegnando sullo schermo traiettorie arcobaleno con le sue lunghe gambe e colorando i muri di sangue grazie al potere della motosega –, ma anche tentare di salvare coloro che non sono ancora stati trasformati in morti viventi: se ce la fa, ottiene dei premi, altrimenti si ritrova ad affrontare altri ex compagni di classe, arrabbiati e affamati di carne umana come solo un non-morto può esserlo.

immagine da Lollipop Chainsaw

A video le immagini scorrono frenetiche e senza intoppi, mostrando modelli colorati e che si staccano dai fondali grazie a un segno particolarmente fumettoso, versione rivista del cel-shading. L’azione è praticamente continua e gli eventi, sempre più esplosivi, si susseguono rapidamente. Le parole d’ordine sono “azione”, “dinamismo” e “ironia”, quest’ultima evidenziata dai continui dialoghi tra Juliet e le sue vittime, accompagnati da gridolini, suoni gutturali e battute a raffica. Insomma, quelli che affronteremo in Lollipop Chainsaw sono sicuramente gli zombi più chiacchieroni della storia. Se non bastassero gli urletti, le esclamazioni e i grugniti, ad assicurarsi che non vi sia neppure un attimo di silenzio ci pensa Nick, il fidanzato di Juliet… o almeno quanto ne rimane… La testa, per la precisione, che l’innamoratissima pon pon girl porta con sé, attaccata alla cintura, costantemente impegnata in commenti sulla rivoltante situazione in cui si ritrova e in battibecchi amorosi con la ragazza.

Man mano che combatteremo, verremo premiati con sempre più combo da impiegare nella lotta, rendendo lo spettacolo via via più vario e sopra le righe. Se non fosse già abbastanza chiaro che il gioco deve essere approcciato con il sorriso sulle labbra, sono tanti i dettagli che ce lo ricorderanno. Ad esempio: abbiamo detto della testa di Nick? Ecco, sappiate che, alla bisogna, Juliet può decapitare uno zombie, attaccare il capo del fidanzato sul corpo del morto vivente decollato e fargli eseguire dei pericolosi compiti. Comodo, no?

L’altra porzione di gioco mostrata da Scott Warr ha riguardato lo scontro con uno dei boss, un cattivone rockabilly che ha impegnato la ragazza in un luuuungo confronto in più fasi, infarcito di acrobazie e trasformazioni. Pur non conoscendo il punto del gioco in cui si inserisce questa sequenza, la boss battle, durata una quindicina abbondante di minuti (affrontata con una Juliet potenziata al massimo e in grado di tramutare la sua motosega in mitragliatrice stile Gatling), è stata forse la porzione di Lollipop Chainsaw che ci ha meno entusiasmato, facendoci sorgere qualche dubbio sul bilanciamento della difficoltà e sull’equilibrio dell’intera avventura. La battaglia ci è sembrata molto impegnativa e, data la lunghezza, francamente estenuante.

L’aspetto del bilanciamento, in un action – per quanto sopra le righe– come quello di Grasshopper Manufacture, ci sembra fondamentale e in grado di tramutare un gioco divertente e spensierato in un titolo che si muove sul pericoloso confine della frustrazione. Solo affrontare il prodotto finale, in fase di recensione, ci dirà la verità e ci permetterà di esprimerci a dovere. Sino ad allora, continuiamo a guardare all’uscita del nuovo titolo di WB Games con estrema simpatia, sostenuti anche da una presentazione che si è conclusa con l’intervento della sorridente Juliet Starling in persona, impegnata a liberare la saletta da due pericolosi zombi e a distribuire lecca-lecca e maliziosi tanga griffati Lollipop Chainsaw!

Luca Del Savio

immagini e video di Lollipop Chainsaw © WB Games 2012

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